Avellino

I complimenti e le buone prestazioni non muovono la classifica. E allora il “day after” di Bari - Avellino lascia in eredità una verità ineluttabile così come il quintultimo posto in condominio con l’Ascoli: i biancoverdi devono necessariamente cambiare marcia per evitare di rendere la salita ripida, prospettata dal calendario e certificata dalle tre sconfitte in altrettante trasferte, il preludio ad una pericolosa e faticosa scalata. Più cinismo e meno errori: ecco i primi due ingredienti da inserire nella ricetta per il riscatto da condire con la giusta dose di equilibrio nei giudizi, nonostante i soli 4 punti finora incassati. 

Maledetto calendario - Lo aveva giustamente sottolineato Tesser nel giorno in cui i lupi avevano conosciuto il proprio cammino, a Pescara: «Le prime sette giornate saranno particolarmente impegnative». E il tecnico è stato profeta del verificarsi di uno scenario che tutti sapevano si sarebbe potuto concretizzare, per il valore degli avversari e l’elevato coefficiente di difficoltà dei primi banchi di prova lontano dalle mura amiche, ma che nessuno si augurava si materializzasse realmente. Perché si sa: non c’è cosa peggiore di una partenza ad handicap, sia perché rincorrere non è mai piacevole, sia in termini di fiducia. Ecco: quest'ultima non va assolutamente persa e conta pure più dei risultati. Soprattutto ora. Perché, premesso che di partite facili in Serie B non ce ne sono, dopo Salernitana, Cagliari e Bari, non va dimenticato che anche le prossime due sfide fuori casa, a Livorno e Spezia, non saranno passeggiate di salute. 

Vincere in casa la chiave per il rilancio - E dunque, per affrontare, senza l’assillo di dover vincere a tutti i costi, altri esami particolarmente probanti c’è, innanzitutto, da iniziare ad imporsi in casa: contro il Modena i 3 punti sono arrivati con affanno, contro il Novara sono stati colpevolmente mancati. Sabato, contro il Vicenza, non può e non deve esserci spazio per le mezze misure, altrimenti inizia a farsi davvero dura. L’Avellino, che ha collezionato l’esatta metà dei punti incassati nelle precedenti due stagioni dopo lo stesso numero di partite giocate, deve costruire in casa il suo rilancio. E procedere per gradi. In fondo, anche se, sulle ali dell’entusiasmo per le ultime due annate da protagonisti, in tanti lo hanno dimenticato, la priorità deve essere sempre la salvezza. Inutile affannarsi a guardare i punti di distacco dal vertice. Solo dopo essersi garantiti la permanenza in categoria si potrà davvero pensare a provare a confermare e magari a migliorare il risultato finale conquistato nell’ultima stagione; a coltivare le pur legittime ambizioni. 

Alzare l’asticella - L’asticella va alzata gradualmente. Ma a partire da ora. Evitando di piangersi addosso ed analizzando i punti da cui ripartire. Il primo di questi è la voglia di fare la partita, dimostrata sempre con l’unica eccezione del già citato match con il Modena in cui le difficoltà sono state oggettive. Uno spirito propositivo che non deve, però, essere più frustrato dal paio di disattenzioni a partita che lo vanificano puntualmente. Il 5-3-2 proposto al “San Nicola” può essere una soluzione in grado di garantire più equilibrio tra i reparti, ma è prima di tutto il grado di attenzione lungo l’arco dei novanta minuti che deve categoricamente aumentare. 

Punti di forza e punti che non possono essere deboli - Capitolo singoli: Giron ha dimostrato di poter essere molto più di una semplice alternativa sulla corsia mancina. Insigne è in crescita esponenziale: ha un dinamismo strepitoso ed una tecnica da affinare, così come la precisione nelle rifiniture, ma può diventare un autentico fattore. Zito continua ad essere imprescindibile, nonostante le congenite dormite difensive. Chi deve invece obbligatoriamente salire in cattedra sono gli attaccanti: Tavano paga l’assenza di rifornimenti di qualità, ma l’auspicio è che si sblocchi al più presto perché i suoi gol servono come il pane. Trotta si dà sempre un gran da fare, ma un pizzico di cattiveria in più sottoporta non guasterebbe. Consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza. È soltanto l’inizio, ma è già il momento di svoltare.

Marco Festa