Tre sconfitte in cinque giornate. Primo checkpoint raggiunto. E' l'ora delle analisi. Tocca al direttore generale Massimiliano Taccone fare il punto della situazione sull'inizio tormentato dei biancoverdi. Di seguito le parole del dirigente dei lupi in conferenza stampa.
"La classifica parla chiaro e il calcio è fatto di numeri. Cinque partite, quattro punti: siamo in sofferenza rispetto ai piani stabiliti dalla società. Ho preferito parlare io per scaricare i calciatori dalle responsabilità. Sono qui per tranquillizzare l’ambiente. Partiamo da un punto fermo: siamo stati chiari con la piazza, non abbiamo preso in giro nessuno e non abbiamo mai pronunciato la Serie A. Dovevamo ripartire da capo con una squadra rifondata e dovevamo solo salvarci. E’ pure vero che gli anni passati, con una programmazione diversa, con lo stesso allenatore, abbiamo alzato l’asticella. Ora serve compattezza da parte di tutti. Da parte della stampa che veicola i messaggi che lanciamo ai tifosi e dei tifosi stessi. E’ un momento importante anche se sono passate solo cinque giornate. Non è un’accusa verso nessuno, ma è il primo anno che vediamo giocare al calcio. Poi i risultati parlano chiaro. Per due anni abbiamo avuto otto punti in classifica, ora siamo a metà e qualcosa significa. Stiamo giocando un buon calcio e sono sicuro che gli attaccanti inizieranno a sbloccarsi presto".
Ci si mette anche la sfortuna - "La sfortuna ci ha messo il suo. Avere diversi episodi contro pesa sull’andamento della gara. Col Novara il gol segnato da Trotta era regolare e in questo momento avremmo avuto avevamo due punti in più. A Bari osservando le statistiche abbiamo notato che siamo entrati in area il doppio del Bari. Manchiamo purtroppo in fase realizzativa".
Sugli infortuni - "Le attenuanti se le danno i perdenti. Io non guardo agli infortuni perché abbiamo alternative valide e possiamo solo migliorare. Bisogna essere cinici sottoporta. Abbiamo dimostrato che col Modena giocando male abbiamo vinto la partita. Ora la nostra necessità è solo quella di vincere, non di giocare bene".
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Dal Partenio-Lombardi, Carmine Roca