Avellino

La prima puntata della seconda stagione di "Sotto Canestro", il format dedicato alla Sidigas Avellino e alle realtà campane del basket, ha visto in studio il coach della Scandone Pino Sacripanti. Su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), che sarà l'emittente esclusivista della Sidigas per questa stagione, l'allenatore biancoverde ha parlato a trecentosessanta gradi, partendo ovviamente dall'esordio in campionato contro Pesaro, fino ad arrivare alla Serie A2, toccando tanti temi interessanti.

Il primo è stato quello del precampionato biancoverde: "La nostra preseason è stata molto intensa e breve. Non abbiamo avuto tantissimo tempo, perché abbiamo accorpato la squadra con leggero ritardo. Una volta arrivati in Irpinia, io e Nicola Alberani ci siamo messi insieme a lavorare, aggiungendo un giocatore alla volta. Ci mancano, ovviamente, un paio di settimane di lavoro, ma c'è stata grande dedizione dei giocatori e una responsabilizzazione da parte tutti. Abbiamo alternato partite buone ad altre meno buone, ma credo che ora che siamo tutti insieme si stia cominciando a vedere un'identità".

Proprio sul duo inedito formato con Alberani, Sacripanti ha confermato la buona intesa trovata fin da subito: "Quella con Nicola è stata una coppia che si è formata per caso ma che ha trovato subito un buon feeling. Alberani è un dirigente molto intelligente, conosce i giocatori, sa muoversi bene e velocemente sul mercato, capendo al volo le situazioni. Abbiamo fatto la squadra che volevamo? No, perché il mercato non sempre te lo permette. Ma abbiamo costruito il roster secondo linee ben precise e partendo dalla voglia degli atleti di venire ad Avellino. Quella fame da lupi che è stata sempre la base sulla quale lavorare da quando sono arrivato qui in Irpinia. Volevamo formare una squadra solida, pronta a lavorare sempre in palestra e in grado di non prendere mai sottogamba nessun tipo di impegno ed ora la verificheremo in campo"

Sugli obiettivi, il coach della Scandone ha mantenuto l'asticella non troppo alta, senza però porsi limiti. "Quando sono arrivato mi è stata chiesta una salvezza tranquilla con un buon gioco. Però è chiaro, non mi nascondo, che ho fatto un po' di playoff e mi piacerebbe continuare a farli. Partecipare magari alle Final Eight. Anche perché quando vieni a rappresentare una città che non è tua, con alle spalle una storia importante, sei onorato di poterne far parte e cerchi di lasciare un po' il segno. Siamo una squadra omogenea, con l'idea che il gioco possa permettere a tutti di dare il meglio, togliendo ogni tipo di egoismo. Giocare insieme è l'identità di questa squadra, con nessuno che si metta sul piedistallo".

All'orizzonte c'è la sfida con Pesaro. Un esordio più complicato di quello che potrebbe sembrare, come spiegato da Sacripanti: "Non credo che la Vuelle retrocederà. Ha buoni giocatori italiani, che ho allenato tutti nella nazionale Under 20. Credo, per esempio, che Ceron farà una buona stagione. Hanno fatto una preseason super, stanno giocando bene. Ci sarà una bella difficoltà dal punto di vista atletico, visto il roster formato da Pesaro. Dovremo essere bravi ad arginare le loro corse, il gioco in campo aperto. Christon sta facendo davvero molto bene. Le squadre ancora non hanno un'identità precisa in questo periodo della stagione, quindi si partirà con una sorta di equilibrio che solo il campo potrà sciogliere".

Il nuovo allenatore della Sidigas si è anche soffermato sui singoli del proprio roster, in particolare su Leunen e Cervi. "Maarten su alcuni aspetti è insostituibile, ma deve giocare in una squadra che abbia un sistema e delle regole precise. Una volta creata questo tipo di formazione, abbiamo pensato che Leunen sarebbe stato perfetto. Quando l'ho contattato ha subito mostrato un grande voglia di venire ad Avellino, un segnale già da subito positivo. Per Cervi è, invece, una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita. Dopo aver fatto la gavetta, partendo dalle giovanili fino a diventare un cambio importante, ora ha un ruolo di responsabilità diverso nei confronti della squadra".

Passando al resto del panorama della Serie A, Sacripanti ha sottolineato il grande lavoro fatto da Reggio Emilia: "Mi fa piacere abbiano vinto la Supercoppa. Reggio Emilia mi è sempre stata simpatica perché lavorano molto col settore giovanile. Credo che il movimento possa risollevarsi soltanto passando dalle giovanili. Reggio Emilia ha sempre creato tanti giocatori, noi stessi abbiamo preso Cervi e Pini, che sono stati formati dai biancorossi. Sono contento per Aradori e Gentile, che ho allenato negli scorsi anni, così come per Kaukenas che presi per primo in Italia, a Cantù. Milano, Reggio Emilia, Venezia e Sassari sono nei playoff e nettamente le più forti del campionato, le altre di giocheranno gli altri quattro posti per la post-season".

E il coach canturino vede un grande equilibrio, come ormai solito, nella lotta ai playoff: "C'è una fascia unica che va dal quinto al quart'ultimo posto. Credo che la differenza la faranno il feeling che si creerà tra i giocatori, gli infortuni e la fortuna. Caserta credo sia la formazione più pronta a questo inizio di inizio di campionato. Peyton Siva è un giocatore eccezionale, che avevamo provato a prendere in estate senza riuscirci. Ha un talento impressionante. Hanno anche tanta esperienza ed è un roster ben costruito. Cantù ha un bravo allenatore e una società molto seria, potendo contare anche su un fattore campo molto importante. Ho passato più ore della mia vita al Pianella che a casa mia, credo faranno bene, magari con l'esplosione di Abass".

Sull'A2 e in generale sulle formule dei campionati, coach Sacripanti di sicuro non ha risparmiato critiche ai vertici del basket italiano: "Fortunatamente alleno in Serie A, perché mi sembra una follia che possa salire soltanto una squadra su trentadue dal secondo campionato nazionale. Penso che in A2 ci siano giocatori e allenatori che potrebbe essere tranquillamente in massima serie. C'è da riflettere sulla situazione degli italiani. Noi abbiamo fatto una fatica tremenda a trovare ad agosto un italiano che fosse disposto a venire ad Avellino. Vedevo Spizzichini e Baldassare a Scafati e mi chiedevo perchè non giocassero in Serie A. Credo che a volte, parlando in generale, oltre ai corsi per gli allenatori, bisognerebbe tenerne altri per i procuratori e i giocatori per fargli capire che la carriera è misurarsi con quelli più grandi. A volte scegliamo stranieri di qualità bassa piuttosto che atleti nazionali di maggiore talento. Speriamo arrivi una riforma dei campionati che renda tutto un po' più frizzante".

Infine, un pensiero Sacripanti lo ha rivolto ai tifosi biancoverdi: "Abbiamo avuto sicuramente un precampionato più difficile rispetto a Pesaro e domenica conterà un po' anche questo. Spero che questa squadra riuscirà a farsi amare dal pubblico in modo che ci diano una mano. Siamo stati abbracciati dall'affetto dei tifosi che vengono a vedere l'allenamento, gli Original Fans ci hanno sostenuto sin dall'inizio e spero davvero che si crei un bel clima a partire dalla nostra voglia di lottare".

Alessio Bonazzi