Avellino

Contestazione. L’Avellino, a suon di risultati, aveva rimosso dal proprio vocabolario questo termine che è inesorabilmente tornato d’attualità per effetto di un avvio di stagione da dimenticare. Dal “giocate senza la maglia”, intonato dalla Curva Sud nel corso della ripresa del match perso in maniera netta (1-4) contro il Vicenza, fino ad arrivare alla serie di proteste verbali rivolte al presidente Walter Taccone, all’uscita dalla Tribuna Montevergine, da un gruppo di tifosi. Si sono materializzati scenari che sembravano appartenere ad un passato remoto e destinato a non tornare mai più, che sono invece diventati, improvvisamente, parte di un affannoso presente che mette in ansia anche per il prossimo futuro. Anche dai momenti più critici, però, si può trarre un insegnamento. E questa è un’esperienza di cui far tesoro. Soprattutto la società deve essere in grado, ora più che mai, di incassare le comprensibili tensioni e, facendo leva sull'orgoglio per quanto fatto nel corso della propria gestione, capire, innanzitutto, perché si è arrivati ad una situazione del genere.

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Marco Festa