Il dramma dell'emergenza si vede chiaramente nel caos esploso in una casa di accoglienza per migranti, in zona della madonna della salute, periferia di Benevento. Cento ragazzi, per lo più nigeriani: in un inglese fitto di slang fanno capire che si trovano male «Abbiamo sempre gli stessi vestiti, dormiamo in 15 per ogni stanza, il cibo non ci piace, l'acqua per lavarci puzza ed è sempre fredda». C'è la Cgil, c'è la polizia che entra nella struttura per verificare le condizioni. Fuori c'è il proprietario della struttura che denuncia: «Questa è un'aggressione: il prefetto non ha autorizzato alcun ingresso nella struttura. Sarà stato qualche vicino razzista».
E poi mostra alle telecamere e ai fotografi la casa, il cibo che viene servito ai migranti, i vestiti e i prodotti che gli vengono forniti. Mostra le docce, e si meraviglia quando scopre in una stanza un secchio pieno d'acqua con degli elettrodi collegati per scaldarla: roba da morire folgorati, ammonisce i dipendenti: «Queste cose non voglio vederle qui dentro». Arriva un'ambulanza: alcuni dei migranti sono malati, hanno piaghe o altro addosso. Il gestore mostra i referti medici: «li abbiamo portati all'ospedale ovviamente» .
Crisvel
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