Orgoglioso dei suoi ragazzi. Massimo Rastelli è al settimo cielo dopo la vittoria di misura sul Latina.
UMILTA' RITROVATA - «Sapevamo di affrontare grande squadra, che avrebbe giocato per i tre punti perché la classifica gli impone di farlo. Noi abbiamo fatto leve sulle nostre caratteristiche, quelle caratteristiche che devono accompagnarci, sempre, in queste ultime diciassette gare. Dobbiamo essere una squadra che dal primo al novantacinquesimo latta su ogni pallone, nella quale i calciatori devono darsi forza l'uno con l'altro. Ho rivisto quell'umiltà che avevamo perso. Ci sta, poi, che gli episodi possano girare dalla tua parte: dal rigore sbagliato, che ha causato anche l'espulsione di Chiosa, abbiamo vinto. Siamo stati bravi a superare quella situazione e l'errore del dischetto del Latina ci ha messo le ali e trasmesso la decisiva determinazione. Da lì in poi abbiamo fatto la partita, poi Castaldo ha sugellato con un gran gol una partita che meritavamo di vencere per come l’abbiamo interpretata».
AVVERSARIO OSTICO - «Il Latina ha cambiato molto, allenatore e interpeti, ma ha mantenuto la qualità e non era facile batterli. Abbiamo giocato lunedi e avuto due giorni in meno per prepararci. Ricaricare le batterie e giocare su una campo allentato non era facile. I ragazzi sono stati bravi a saper soffrire. Nel primo tempo abbiamo sofferto, poi, passando a rombo, abbiamo bloccato gli attacchi avversari».
LE DECISIONI ARBITRALI - «Per quanto riguarda il fallo su Comi, l'arbitro ha valutato che non fosse rigore. Sull'altra sponda chiosa non ha toccato Oduamadi, ma il direttore di gara ha visto cosi. Se olivera avesse fatto gol sarebbe stata tutta un’altra gara, avremmo prestato il fianco alle ripartenze del Latina. Anche in dieci però ci abbiamo provato e non siamo stati passivi».
Marco Festa