Tra l'incudine e il martello. I medici campani sono nuovamente in trincea contro l'ipotesi tagli alla spesa. Una prospettiva che rischia di mettere a repentaglio il rapporto di fiducia fra pazienti e camici bianchi. Mentre dall'altro versante pende la spada di Damocle della richiesta di risarcimento (con cifre che vanno da 200 a 70mila euro) per la prescrizione di farmaci “costosi” invece di altri equivalenti a prezzi inferiori. Antonio Cione, segretario interregionale per il Sud dello Snami, attacca. In una intervista a OttoChannel illustra tutto il malessere della categoria per riforme che non vanno, a detta dei camici bianchi, nella giusta direzione.
“Non possiamo fare i ragionieri per conto dello Stato”, la presa di posizione del segretario. Come se non bastasse, i tagli arrivano in un territorio, come quello irpino e sannita, dove la maggior parte della popolazione è anziana e le spese sanitarie sono le più basse in assoluto. Infine, Cione snocciola numeri preoccupanti: “Le persone hanno difficoltà economiche gravi e non riescono a curarsi a dovere. Quasi il 50% delle persone non ce la fa. Se aggiungiamo altri paletti, smantelliamo l'intero sistema”.
Giovanbattista Lanzilli