Benevento

Non è mai partito, chissà se lo farà. Un processo mai decollato, relativo a vicende sulle quali il fattore tempo ha ormai giocato un ruolo decisivo. Pensate un po': i fatti contestati sono inclusi in un arco temporale che va dal 2001 al marzo 2005. Avevano riempito un 'inchiesta che all'epoca aveva fatto rumore. In calce la firma del sostituto procuratore Francesco De Falco e dei carabinieri del Noe di Napoli. Un'indagine che nel maggio 2006 era stata scandita dall'esecuzione di ventitre arresti - tredici in carcere, dieci ai 'domiciliari – e di tre obblighi di dimora, disposti dal gip Simonetta Rotili, nelle province di Benevento, Avellino, Napoli e non solo.

“Dry cleaner” il nome dato all'operazione che aveva chiamato in causa, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti provenienti dalla Campania e da Foggia, titolari, soci e addetti di ditte e imprese che operano nel settore ambientale ed in quello della raccolta e dello smaltimento dell'immondizia, consulenti, dipendenti pubblici e proprietari di aziende agricole.

Enzo Spiezia

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