Avellino

«Troppa disinformazione e tanta paura rischiano di riportarci indietro di tanti anni e di permettere a malattie, ormai debellate, di tornare a mietere vittime. Non si deve più permettere a media e campagna di informazione alternativa di lanciare allarmi su "possibili effetti collaterali", su ingredienti 'pericolosi' o, peggio, su legami con l'insorgenza di questa o quella malattia rispetto a vaccini necessari che hanno permesso, negli anni, di salvare vite, aiutare piccoli bimbi in crescita». Così il pediatra del reparto neonatale dell'ospedale Moscati di Avellino, dottre Giovanni Spadea. «Troppe famiglie non vaccinano più i loro figli». Lo stesso Spadea spiega come il fattore rischio, fa parte della casistica, ma la necessità è quella di tenere arginate malattie importanti e rischiose per i bambini. «Le vaccinazioni sono considerate fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, ma continuano in qualche misura a far paura. Poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae b, morbillo, parotite e rosolia. Le prime quattro dell'elenco sono considerate 'obbligatorie' eppure registrano un tasso di immunizzazioni che decresce. Stessa sorte per le vaccinazioni - consigliate o raccomandate - contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Il trend preoccupa allarma. Eppure il rischio di encefalite per morbillo è troppo alto per non vaccinare il proprio figlio».

Siep

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