Avellino

“Ragazzi che di notte si riuniscono per vendere e comprare il “fumo”, coppiette che fanno sesso negli ex spogliatoi, bambini che entrano dal buco nella rete rischiando di farsi male con gli spuntoni metallici delle porte distrutte: il Flipper è morto”. Esclama Cristian, che abita a Rione Parco, a due passi Flipper: Struttura nata nel dopo terremoto come campetto di calcio e divenuto, con l’avvento degli anni 2000, un centro polisportivo d’avanguardia. 800.000 euro investiti su 30.000 metri quadrati nei quali sono sorti una tendo struttura che si aggiunge ai campetti all’aperto per calcetto pallacanestro. Senza dimenticare gli spogliatoi e i punti ristoro.

I lavori sono terminati nel 2009, ma il Comune, allora gestito da Galasso, non riesce ad occuparsi della struttura e nel 2011 decide così di affidarla a chi vuole occuparsene. Per la gara d’appalto e l’assegnazione si arriverà al 2013: il Flipper viene affidato all’A.I.C.S( Associazione Italiana Cultura Sport.) che non riesce a recuperare una struttura ormai distrutta. Ad accoglierci una tendostruttura sfondata, spogliatoi imbrattati di graffiti, pavimenti allagati, mura annerite dal fuoco, campetti con le porte distrutte. 

 

Andrea Fantucchio