Una città illuminata dalle luci rosse.
Così si è presentata Salerno all'indomani dell’esplosione della bomba carta sul davanzale della finestra al primo piano dello stabile al numero 48 di via Manganario. Un evento che ha riportato l'attenzione sulle alcove del sesso che resistono all’ombra del Castello d’Arechi, da Canalone a Mercatello, uno dei fenomeni che fanno girare l’economia martoriata da una crisi asfissiante.
La Questura di Salerno, dopo le verifiche del caso, ha letteralmente messo sotto torchio le due giovani e avvenenti donne sudamericane reduci da uno spavento che ricorderanno a lungo. E' emersa una vera e propria agendina, con numeri di telefono di clienti affezionati e non, che avrebbe permesso una prima “selezione” del loro bacino d’utenza.
Tra quei nomi segnati nell’elenco che si nasconderebbero personalità di spicco di Salerno. Imprenditori, professionisti, personaggi conosciuti da chi vive la società civile fianco a fianco con studenti e uomini che, per qualche minuto di passione, si recavano in quello stabile a pochi passi dalla casa del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per cercare di straniarsi dai problemi della quotidianità nel modo più “semplice”, senza ricorrere a sostanze psicotrope, sfogando la frustrazione e la noia della routine di ogni giorno con un po’ di attività fisica “alternativa”.
Redazione Sa