Salerno

Un coro continuo di protesta. La situazione della casa circondariale di Salerno resta critica. Dopo le segnalazioni giunte negli scorsi mesi da parte di alcuni detenuti del carcere di via del Tonnazzo alla redazione salernitana del quotidiano Metropolis, la lampadina è stata nuovamente accesa dai detenuti della sezione ad alta sicurezza della struttura. Che, nuovamente, hanno segnalato le lungaggini - burocratiche ma non solo - cui sono costretti per ricevere delle visite mediche.

«Ho fatto richiesta a maggio di una visita dall’otorino e di un’altra dal dentista – ha raccontato un giovane salernitano che da poco ha finito di scontare il suo debito con la giustizia -. Ma i miei appelli sono caduti nel vuoto». Nel dettaglio, infatti, il giovane ha raccontato quanto ha dovuto attendere per sottoporsi alle cure mediche: «La chiamata per esser assistito dal dentista è arrivata dopo quattro mesi. Niente da fare per l’otorino: sono uscito e sono andato in ambulatorio da uomo libero».  

Episodi che non sono isolati. Per disagi che sono stati registrati da tanti altri detenuti: «C’era anche chi era messo peggio di me. Soprattutto per quanto riguarda il dolore ai denti, che l’umidità delle stanze amplifica ancora di più. Nonostante le loro urla di dolore, nessuno ha mosso un dito». 

Redazione Sa