Benevento

«Ci hanno definito fortunati. Non è esattamente così. Lavoriamo da trent’anni e sappiamo bene cosa comporta il problema della mancanza delle strutture». Michelangelo Fetto interviene sul dibattito teatri chiusi in città, forte dell’esperienza della Solot, compagnia stabile della città di Benevento e scuola di teatro. Una delle realtà più solide del panorama sannita. «Anche noi abbiamo cominciato prendendo in fitto una stanza, poi riuscimmo a affittare il teatro San Nicola. Eravamo lì pagando un regolare affitto al comune e fummo sfrattati quando decisero di ristrutturarlo. Ci diede ospitalità l’ordine degli architetti che aveva in comodato d’uso il Mulino Pacifico, qualche anno dopo riuscimmo a stipulare una convenzione, per la stessa struttura, con il Comune e diventammo la scuola di teatro della città». Una storia lunga e capace di far maturare convinzioni basate su tanta esperienza «Sono assolutamente favorevole a dare in gestione spazi pubblici ai privati soprattutto perchè le sale, se non funzionano, muoiono. Ma occorre ribadire che gestire una struttura non è certo semplice, comporta uno sforzo economico e di vita notevolissimo. E poi sarei davvero curioso di sapere se qualcuno ha fatto richiesta per gestire uno spazio. Solo in quel caso è possibile chiedere e ottenere risposte». Fetto non fa sconti e guarda alla propria storia. Gli piace definire il Mulino Pacifico un “Fort Apache”. Un’espressione che indica 'resistenza', richiamando al leggendario avamposto della conquista del West. Solo che nel caso della Solot la fortificazione è a difesa della cultura. «Abbiamo aperto la strada, prosegue. E non vorrei che, essere stati i primi, diventasse adesso una colpa. E poi è importante comprendere bene che viviamo un momento di crisi generale. Non ci sono finanziamenti e non ci sono spettatori a teatro. Non per questo bisogna arrendersi. Abbiamo provato a reagire. Prima di tutto con la scuola che, quest’anno conta ben 70 iscritti, segno che qualcosa ancora si muove. E poi, ovviamente, lavorando su bandi che ci permettono di ottenere nuovi fondi». E’ qui che Fetto incalza le politiche culturali e punta il dito in particolare verso la Regione «Con i loro bandi non perdo più tempo, sono impossibili da vincere. Le politiche culturali della Regione Campania sono state disastrose. Aspettiamo ancora pagamenti di lavori datati sei o sette anni fa. E anche per il nostro Universo Teatro la situazione è impossibile. E’ stato finanziato da apposito bando due anni fa ma tutto è bloccato perchè la Regione non si decide a deliberare. Ecco forse la colpa del Comune di Benevento è stata quella di fidarsi troppo della Regione. Forse dovremmo usare un po’ di determinazione in più. E’ scandaloso anche la situazione riguardo al festival Città Spettacolo. Credo che la manifestazione andrebbe sospesa per protesta». Una provocazione, ovviamente. Perché Michelangelo Fetto sa perfettamente che non si può mollare la presa «La cattiva gestione delle politiche culturali non deve diventare un alibi - spiega - dobbiamo cercare e trovare altre strade. Per noi non è stato semplice ma abbiamo incassato due bei risultati, raggiunti insieme ad un gruppo di ex allievi organizzati nella cooperativa Motus. Sono Limiti, il progetto già in programma alla casa circondariale di Benevento e il nuovissimo Cum Grano Salis che sancisce i riconoscimento di tutte le attività svolte al Mulino e che ci permetterà anche di migliorare la struttura. Lo presenteremo a breve - conclude - non prima di aver dato spazio alla nostra stagione, Obiettivo T che tornerà dal 7 marzo».