Salerno

Finanzieri infedeli, tutto nasce da "Dama Bianca". Sigarette provenienti dai Paesi arabi e dirette a Napoli sotto l’egida della camorra che si avvaleva della collaborazione di due spedizionieri doganali e appunto di due militari della Guardia di Finanza: finiscono in manette due dipendenti della “SalernoContainer Terminal” (società addetta alla movimentazione dei containernel porto di Salerno), e gli esponenti delle fiamme gialle impegnati all’epoca dei fatti contestati (2013) nello scalo marittimo salernitano. E per riuscire nel loro intento, erano più che mai organizzati nei minimi dettagli. Il gruppo, intercettato a telefono, utilizzava un vero e proprio linguaggio in codice: «La partita è organizzata, l’ha detto il presidente», si dichiaravano «Pronti per andare a giocare a calcio».

Per tutti è scattata la misura cautelare agli arresti domiciliari come disposto dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Salerno, Donatella Mancini, che ha respinto la richiesta della detenzione in carcere proposta dalla Procura (pm Rocco Alfano). Un altro uomo invece, è indagato a piede libero. Sotto sequestro sette tonnellate di “bionde” dirette tra il capoluogo partenopeo, Vesuviani e Napoli nord. La vicenda nasce da uno stralcio dell’inchiesta “Dama Bianca” culminata con il blitz della Dda di Napoli nel gennaio scorso quando finirono in manette 27 responsabili dopo che Federica Gagliardi, la “Dama Bianca”che accompagnò Berlusconi al G8di Toronto nel 2010, fu arrestata a Fiumicino con un carico di cocaina.

 

Redazione Sa