Napoli

E' morto James Senese, il celebre musicista, sassofonista, cantante e figura di riferimento della scena musicale napoletana. 

E' stato il suo amico fratermo Enzo Avitabile a fare il triste annuncio sui social: "Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre".

Nato a Napoli il 6 gennaio 1945, Gaetano “James” Senese è figlio di madre napoletana e di un padre statunitense, soldato americo-africano di stanza in Italia, che lasciò il Paese quando James era ancora un bambino.

Fin da giovanissimo si avvicina al sax: la musica diventa presto la sua bussola, il mezzo per raccontare Napoli, il Sud, e le sue contraddizioni.

Negli anni settanta, insieme al batterista Franco Del Prete, fonda i Napoli Centrale, formazione destinata a cambiare il volto della musica italiana. La loro musica - un ibrido di jazz, rock, blues e contaminazioni popolari - si imporrà come voce autentica del Meridione.  

In quegli anni collabora anche con artisti come Pino Daniele, contribuendo al panorama esplosivo del cosiddetto “neapolitan sound”.  

Quando i Napoli Centrale si sciolgono (1983), Senese intraprende anche un percorso solista, pur ricongiungendosi alla band in varie fasi della sua carriera.  

Tra i suoi lavori più riconosciuti, il disco Zitte! Sta arrivanne ’o mammone (2001), in cui si avvale di collaborazioni con Enzo Gragnaniello, Lucio Dalla, Raiz.  

Per la sua carriera e la sua coerenza artistica — nel corso di oltre cinque decenni — ha ricevuto numerosi premi e attestati di stima da parte del mondo musicale e culturale.

La scomparsa di James Senese rappresenta molto più della perdita di un grande artista: è la morte di un simbolo.

Un simbolo della Napoli che ribelle, che soffre e risorge, che canta le sue ferite e la sua speranza. Un ponte tra generazioni: chi lo ascoltava negli anni Ottanta oggi l’ha visto esibirsi in teatri e piazze, e lo considerava un maestro. Da ogni angolo d’Italia - e non solo - arrivano già messaggi di cordoglio commossi: colleghi, amici, fan che ricordano la sua voce, il suo sax, le sue parole cariche di dignità.