Benevento

Da una parte i lavori in alcune zone di Forchia, dall'altra la frana che i materiali di risulta degli stessi interventi, depositati in un'area, avrebbero provocato, con la rottura di un tubo del metanodotto e il conseguente incendio. Sono le due vicende per le quali il pm Giulio Barbato ha chiesto il rinvio a giudizio di tre persone: Maria G., di San Felice a Cancello, Arturo N., di Montesarchio, e Vincenzo S., di Napoli. I primi due sono amministratore e procuratore generale di due società, l'altro il progettista delle opere di stoccaggio.

I fatti risalgono al 2022,a vario titolo vengono contestati il presunto abbandono, o il deposito in modo incontrollato di circa 20mila metri cubi di rifiuti speciali costituti da terre e rocce da scavo ed altro materiale proveniente da attività di costruzioni e demolizioni edili anche, a Forchia, sull'area in Via Misciuni, attraversata nel. sottosuolo dal metanodotto linea Biccari-Napoli, gestito da Snam Rete gas srl.

Un accumulo che, sostiene la Procura, avrebbe determinato un “peggioramento delle condizioni di stabilità del pendio che, insieme a piogge intense, scatenava un evento di frana tale da provocare la flessione e la rottura, in corrispondenza della saldatura, del tubo metanodotto e del tubo di protezione ubicati nel sottosuolo del fondo”. Da qui l'emissione di gas e l'incendio della vegetazione presente sull'area: era il 27 novembre 2022.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Ettore Marcarelli, Grazia Luongo, Alessandro Micieli, Margheria Giordano e Marika Mignone. Per la Snam, parte civile, l'avvocato Massimiliano Foschini. Questa mattina l'udienza preliminare, nel pomeriggio - aggiornamento ore 17 - il gup Maria Di Carlo ha diposto il processo: partirà il 29 maggio 2026.