Tre anni, 9 mesi e 10 giorni, l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili.
E' la condanna stabilita dal giudice Francesca Telaro per l'avvocato Gabriella Bongi, ritenuta la presunta responsabile di una serie di falsi ideologici, anche in certificati. Difesa dall'avvocato Alessio Ruoppo, l'imputata è stata assolta da alcuni capi di imputazione, mentre per altri è scattato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
L'accusa di falso, dopo l'archiviazione di quelle di truffa ed associazione per delinquere, era l'unica rimasta in piedi per la legale, chiamata in causa da un'inchiesta della guardia di finanza per fatti che si sarebbero svolti nel 2018. Quando, sostengono gli inquirenti, “nell'esercizio della professione forense, proponendo dinanzi ai giudici di pace di Montesarchio (ma anche di Montoro ed Airola) ricorsi per decreti ingiuntivi nei confronti di alcune compagnie telefoniche, “in virtù di procura speciale apparentemente sottoscritta” dai suoi assistiti, avrebbe “indotto in errore l'organo giudicante sulla legittimazione” del legale e sulla “fondatezza della pretesa” degli utenti “alla consegna da parte delle società convenute del contratto relativo alle utenze telefoniche”.
Una induzione in errore che, a detta del Pm, si sarebbe tradotta nell'emissione dei decreti ingiuntivi, con la quale sarebbe stato “attestato falsamente il diritto della ricorrente alla consegna della documentazione”, con la condanna delle società al pagamento”, al risarcimento.
L'addebito di falso in certificati riguarda la presunta falsa attestazione dell'autenticità della sottoscrizione apparentemente apposta” dagli assistiti“ nella procura speciale a margine del ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti della compagnie telefoniche; sottoscrizione che sarebbe risultata contraffatta”.
Accuse che Bongi ha sempre respinto, sostenendo che gli assistiti erano sempre informati delle sue mosse, e che aveva, per i mandati, più di un collaboratore.
Ventotto le parti offese, alcune delle quali – tra loro la Telecom - si sono costituite parti civili con gli avvocati Carlo Longari, Fabio Russo, Stefano Pescatore, Andrea Tranfaglia e Donato Colangelo.