Avellino

Quando l'Avellino in una calda giornata di fine luglio ha bussato alla sua porta, William Jidayi non ci ha pensato su due volte ad accettare il biennale propostogli dalla società biancoverde. Un blitz in piena regola, una trattativa lampo che ha trovato terreno fertile nell'assenso immediato del classe '84 nato a Ravenna da padre nigeriano e madre italiana. La voglia di rimettersi in gioco a trentun'anni ha fatto il resto. Jidayi ha messo piede ad Avellino esattamente alle 10.40 del 1° agosto. Questa volta da calciatore biancoverde e non da avversario o da semplice “visitatore”. Sì, perché Jidayi, ad Avellino, è quasi di casa. Le feste natalizie le trascorre in Irpinia da zio Domenico, vice-preside del Liceo Statale Imbriani, che ha sposato un'avellinese doc ed è suo più acceso sostenitore. È entrato in punta di piedi. Poi, la gara col Modena e quella col Novara, hanno sancito il cambio di passo, mentre quella col Livorno ha stabilito una certezza. Jidayi ha strappato applausi e convinto tutti in un ruolo fino a quel momento ricoperto esclusivamente da Arini. Da alternativa al partenopeo nello spot di regista, a piacevole conferma. Avellino, eccoti Jidayi: cuore e muscoli al tuo servizio

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Carmine Roca