Napoli

Sessanta studiose, tra bibliste, teologhe, storiche, archeologhe, letterate, provenienti da paesi europei ed extraeuropei (Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Portogallo, Argentina, Usa, Canada, Gerusalemme), e 50 esponenti del mondo ecclesiastico e accademico saranno a Napoli per un convegno internazionale, interconfessionale e interreligioso, "La Bibbia e le Donne. Esegesi, Cultura e Società", in programma dal 4 al 7 dicembre.

L'iniziativa, presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel Palazzo Arcivescovile, è promossa, nell'ambito della conclusione dell'anno giubilare, dall'Arcidiocesi  e dall'European Society of Women in Theological Research e sostenuta dall'assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, dalla Camera di commercio, dall'Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini Convalescenti e dalla Tavola Valdese.

"Abbiamo voluto patrocinare e sostenere questo convegno, dal prestigio mondiale - ha detto Teresa Armato, assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di NAPOLI -, nell'ambito di un progetto più ampio che riguarda il ruolo delle donne nella fede, nella speranza, nella carità, i percorsi che le donne hanno fatto nei luoghi e nei percorsi stessi di fede. Questo convegno richiamerà teologhe, studiose, scienziate, archeologhe, da tutto il mondo, a confrontarsi sul più sacro e antico dei testi sacri, offrendone una rilettura al femminile". "Questo convegno - ha aggiunto - si inserisce perfettamente nel nostro obiettivo di implementare il turismo religioso nella nostra città. Lo abbiamo fatto attraverso il Giubileo, concordando con l'Arcidiocesi percorsi di fede, turistici, alla ricerca e alla scoperta di luoghi poco conosciuti, ma dalla grande spiritualità, e continueremo a farlo sostenendo questo convegno e non solo, perché i percorsi di fede, di spiritualità, i percorsi per conoscere i luoghi sacri e i tanti beni culturali della nostra città, a cominciare dalle chiese, sono importanti anche oltre l'anno del Giubileo".

Il programma alterna sessioni accademiche mattutine, ospitate nella biblioteca Fra' Landolfo Caracciolo del complesso di San Lorenzo Maggiore, a tre sessioni speciali aperte alla cittadinanza in luoghi simbolici della città: Complesso del Pio Monte della Misericordia, Chiesa di Donnaromita, Arciconfraternita SS. Trinità dei Pellegrini. Il convegno muove i suoi passi dai risultati di 20 anni di studi e ricerche, coordinati dalla biblista austriaca Irmtraud Fischer e dalla storica italiana Adriana Valerio, che hanno coinvolto la spagnola Mercedes Navarro Puerto e la norvegese Jorun Økland, specialiste del Nuovo Testamento, la storica Charlotte Methuen e tante ricercatrici e studiose che, consultando fonti archivistiche, letterarie, iconografiche, musicali e artistiche in senso ampio, accanto agli scritti teologici, hanno dato vita a una corposa opera enciclopedica sulle figure delle donne nelle Sacre Scritture e sulla loro interpretazione nella storia dell'Occidente, composta da 21 volumi in quattro lingue: italiano, inglese, tedesco e spagnolo.

"Si tratta - ha evidenziato Valerio - dell'esito di vent'anni di ricerche avviate per rileggere il testo sacro alla luce anche della nuova consapevolezza della dignità della donna. Veramente la Bibbia è contro le donne, oppure c'è stata una cattiva interpretazione? Il convegno sarà un'occasione per mettere in campo le nostre riflessioni, i nostri studi e anche per aprire una riflessione sul futuro: apriamo anche a un dibattito per interrogarci se il testo sacro può ancora parlare alla società di oggi, specialmente dei grandi temi dell'inclusione, della pace, e quindi anche del ruolo delle donne e degli uomini all'interno delle nostre chiese".

Le quattro giornate di convegno, che saranno trasmesse in diretta streaming sul canale youtube della Chiesa di Napoli, sono state illustrate alla presenza del vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di NAPOLI, monsignor Francesco Beneduce: "Il testo sacro è la parola e la parola significa comunicazione. Ognuno di noi nasce da una donna e il primo dialogo avviene già nella vita intrauterina, questo anche la Bibbia lo registra, e quindi la donna è portatrice di vita, è colei che inizia la comunicazione, inizia la relazione. In questo senso, credo che la parola di Dio, riletta da questo versante, ridice ancora l'attualità della necessità di mettersi in ascolto del mistero, che ha un volto, che si è concretizzato nella persona di Gesù, e dall'altra parte però Dio, quando parla a noi, non parla in un linguaggio misterioso, di segni, ma è arrivato attraverso una donna".