Avellino

Il calcio, spesso e volentieri, sa essere il canale privilegiato nel quale veicolare messaggi, attestati di  stima e affetto incondizionato. A prescindere dal colore della maglia, del tifo, della squadra del cuore. Abbiamo imparato, col calcio, a sorprenderci piacevolmente. Quanto sta accadendo nelle ultime ore a Benevento, con l'alluvione e l'esondazione del fiume Calore che sta tenendo col fiato sospeso la città dello Strega e tutta l'Italia, non ha lasciato inermi e disinteressati i tifosi delle altre squadre. In primis quelli dell'Avellino.

La rivalità, che risale agli anni trenta, è conosciuta a grandi e piccini. Ma quando ci si ritrova a dover parlare di calamità naturali, di devastazioni e, purtroppo, di morti, anche le più acerrime rivalità devono essere messe da parte. Lo hanno fatto i supporters irpini che su facebook, sulle bacheche dei vari gruppi e forum dedicati alla passione biancoverde, hanno fatto sentire, anche solo con un semplice messaggio, la loro vicinanza nei confronti del popolo sannita. Un gesto semplice, ma venuto dal cuore.

"Benevento rialzati", "Al di là dei colori, Benevento non mollare", "Avellino è con voi", "Vicini al popolo sannita" e altri ancora. Piccoli, ma allo stesso tempo, chiari esempi della dimostrazione d'affetto di un popolo, quello irpino, che si è ritrovato a dover fronteggiare in passato tragedie ben peggiori. Il terremoto del 1980 ha segnato la città e l'intera provincia. Ha raso letteralmente al suolo interi paesi, altri li ha devastati, resi macerie, torturati. Oltre tremila morti, migliaia i feriti. Un'enorme tragedia, impressa nella memoria.

Come quella del 5 e 6 maggio del 1998, quando Quindici fu travolta al pari di Sarno, Bracigliano e altri paesini del salernitano, da una frana che, al suo passaggio, portò dietro di sé fango e morti (160 per l'esattezza). Solo chi vive determinate tragedie può capire il dolore degli altri. Solo chi è costantemente offeso con epiteti vergognosi, quale "terremotati", può superare montagne di odio e stupidità. E chi meglio del popolo avellinese può capire cosa sta passando, in questi momenti, quello sannita.

La morte non ha colori, lo ha spiegato il calcio nel miglior modo possibile, quando subito dopo l'alluvione che colpì la città di Genova, si videro per le strade tifosi del Genoa e della Sampdoria spalare fango e abbracciarsi per farsi forza. Siamo sicuri che i tifosi dell'Avellino aiuteranno quelli del Benevento a ripulire strade e case dal fango. Perché in queste situazioni siamo tutti figli di un'unica madre. Tutti fratelli. Quindi, rialzati popolo sannita.

Carmine Roca