Ariano Irpino

La prima rottura del 2026 in Irpinia e la presa di posizione del comitato Uniamoci per l'acqua, l'unico organo apolitico che da alcuni anni si batte con forza e determinazione su questa emergenza, grazie alla spinta di Domenico Petrillo, un uomo delle grandi lotti, già in prima linea a Flumeri nel periodo delle infuocate manifestazioni davanti ai cancelli della ex Irisbus. 

"Questa non è sfortuna. È incompetenza strutturale e irresponsabilità politica, perché: le rotture si ripetono negli stessi punti, anche dopo “riparazioni” che non risolvono, l’acqua pubblica si perde a rubinetto aperto, mentre a casa la gente vive turnazioni e disagi e poi ci raccontano la favola: “eh ma servono sacrifici, aumenti, pazienza”.

No: la pazienza è finita. Qui si butta acqua nel sottosuolo e nel fango, e si pretende che i cittadini paghino e tacciano.

I sindaci sono soci di Alto Calore. E quindi la domanda è semplice e brutale: quando smettono di fare gli spettatori e iniziano a rispondere per quello che accade?

Acqua sprecata davanti a una scuola. Un giornalista che denuncia. Un gestore che arriva “quando può”.
Questo è lo “scenario immutato” di cui parla Vigoroso. Ed è un atto d’accusa. Uniamoci per l’Acqua: basta toppe, basta propaganda.

Servono atti pubblici, cronoprogrammi veri, investimenti veri, responsabilità vere. E chi non è capace, si faccia da parte".