Napoli

 

di Leone Melillo

“Nicolás Maduro è in carcere a New York”. Così dichiara Donald Trump, precisando che “gestirà la transizione”, mentre annuncia l’arrivo “delle compagnie petrolifere” che “faranno soldi per il Venezuela”. La Cina, allo stesso tempo, chiede la “liberazione immediata” di Maduro.

Una lettura che avrebbe indotto Francesco Paola Casavola (eminente giurista ed ex presidente della Corte costituzionale) ad una riflessione che credo si sarebbe attardata sulla “coscienza del popolo”. Un tema di ricerca che aveva analizzato anche con una sua lectio magistralis in occasione dal convegno internazionale da me organizzato (Il “passato del presente” tra diritto, politica ed estetica, Antisala dei Baroni al Maschio Angioino).

Proverò, quindi, ad avvalermi del suo insegnamento, seguendo, ancora una volta, le tracce di Vittorio Emanuele Orlando, fondatore della scuola italiana di diritto pubblico.

L’attenzione si attarda, quindi, con Orlando, sul “significato del potere sovrano dello Stato”, sull’“origine della sovranità”, sul “fondamento dei poteri pubblici di ogni Stato” e, quindi, su una “forza naturale” ovvero sulle “condizioni storiche, sociali, etnologiche, economiche, dal complesso delle quali deriva che quella data forma, e soltanto quella, si adatta a quel dato popolo in quella data fase della sua esistenza storica”.

Una dimensione che si sofferma sulla “coscienza del popolo”, delineando un chiaro monito per Donald Trump.

Bisogna rispettare il “diritto di resistenza” del popolo venezuelano - già espresso nei confronti di Nicolás Maduro - mostrandosi interpreti di quelle esigenze di cambiamento, sempre animati dalla “necessità di salvaguardare le libertà civili contro possibili abusi da parte del potere pubblico”, perché come rammentava  Casavola “dietro e dentro ogni costituzione c'è sempre, e più di ogni altra cosa, la storia e la cultura di un popolo”.