Atmosfera inusuale quella che si è respirata oggi nel reparto di articolazione psichiatrica del carcere di Secondigliano, dove si è svolto un pranzo delle festività natalizie promosso e offerto dal Garante Campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello.
Il pranzo è stato organizzato per le 18 persone ristrette nell’articolazione psichiatrica dell’istituto. Le operatrici volontarie dell’associazione La Mansarda, che da anni si recano settimanalmente e gratuitamente nel reparto dedicando i loro lunedì alle attività con i detenuti, insieme al gruppo del Garante, hanno curato l’allestimento, portando cibo e decorazioni natalizie.
Erano presenti Concetta Perrotta, responsabile dell’articolazione psichiatrica, Luisa Russo, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Napoli 1, e don Antonio Cimmino, cappellano del carcere di Secondigliano.
Il menù ha previsto antipasti di mare con polipo all’insalata, rustici di salumi e verdure, insalata russa, lasagne alla napoletana come primo piatto, polpette al sugo per secondo con contorno di patate al forno e insalata, pizze di scarole e friarielli. A chiudere il pranzo dolci natalizi della tradizione: struffoli, panettone e pandoro. Al termine, una tombolata con dolciumi e premi ha coinvolto tutti i partecipanti.
La giornata ha così permesso di creare uno spazio di gioia e condivisione, di intrattenimento e leggerezza, ma anche di ascolto, confronto e possibilità di espressione personale, in un contesto dove momenti di questo tipo sono particolarmente preziosi.
A margine dell’iniziativa, il Garante campano Samuele Ciambriello ha dichiarato:
"I malati psichici nelle carceri sono invisibili, dimenticati. Compreso qui a Secondigliano, ci sono persone senza relazioni familiari, senza rapporti con il territorio. Chi se ne occupa davvero durante la permanenza in carcere, e chi li accompagna nel corso dei primi momenti di libertà?_ ”
Il Garante ha poi richiamato i dati nazionali: "Nelle carceri italiane sono ristrette circa 63 mila persone, di cui 20 mila straniere, 17 mila con problemi di tossicodipendenza e oltre 4 mila con sofferenza psichica conclamata.
In Campania le articolazioni psichiatriche attive sono attualmente a Santa Maria Capua Vetere (18 persone), Secondigliano (18 persone) e Salerno (8 persone). Da anni risultano chiuse quelle di Sant’Angelo dei Lombardi e Benevento, così come l’articolazione psichiatrica femminile che era a Pozzuoli, senza che in Campania sia stata riaperta una sezione femminile dedicata. Sono però contento che recentemente nel carcere di Poggioreale, accanto ai due psichiatri a tempo pieno sono arrivati tre nuovi psichiatri part time, così come ho chiesto reiteratamente alle autorità competenti_ ”.
"Mi chiedo sommessamente - ha aggiunto Ciambriello - ma i detenuti malati di mente con reati gravi, o quelli provenienti da denunce dei familiari e già in cura presso i Dsm territoriali, che cosa ci fanno ancora in carcere? Perché ci sono solo due Rems in Campania e perché sulla psichiatria si continuano a fare battaglie ideologiche invece di dare risposte concrete e adeguate?"
Il Garante ha ricordato inoltre che esistono persone in carcere, ma anche fuori dal carcere, in famiglia e in altri luoghi, che sono in lista d’attesa per l’ingresso in una Rems.
"Voglio ricordare a tutti - ha concluso - che due anni fa il consiglio regionale della Campania, all’unanimità, decise di aprire una nuova Rems nella provincia di Napoli, rispetto alle due esistenti: una a Calvi Risorta e una a San Nicola Baronia".