Una nuova strategia operativa per contrastare la devianza minorile e restituire spazi di socialità ai ragazzi di Napoli e provincia. È questo il cuore del vertice convocato ieri a Palazzo di Governo dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha riunito istituzioni, magistratura e mondo del Terzo settore per affrontare l'emergenza disagio giovanile.
Nasce il Tavolo Tecnico: monitoraggio e rigenerazione urbana
Il risultato principale dell'incontro è l'istituzione di un Tavolo tecnico permanente. L’obiettivo è duplice: da un lato coordinare e monitorare le iniziative già attive sul territorio metropolitano; dall'altro realizzare una mappatura dei luoghi pubblici da rigenerare.
L'idea è quella di trasformare spazi abbandonati in centri di opportunità per i giovani e le loro famiglie, attraverso un modello di partenariato pubblico-privato. Tra le priorità emerse, spicca la necessità di garantire l'apertura pomeridiana delle scuole e di incrementare la pratica sportiva come alternativa alla strada.
Tolleranza zero su alcol, droga e armi
L’iniziativa si muove nel solco del "Decreto Caivano", rafforzando la lotta all’evasione scolastica e ai fenomeni criminali. Saranno intensificati i controlli nelle zone limitrofe agli istituti scolastici per contrastare l'uso di sostanze alcoliche e stupefacenti tra i minori, il possesso di armi bianche, il coinvolgimento dei gestori dei locali per una movida più sicura, fondi per il contrasto al Cyberbullismo.
Una novità rilevante riguarda le risorse economiche. Il Ministero dell’Interno ha emesso una direttiva che mette a disposizione il Fondo Lire Unrra per progetti specifici contro il bullismo, il cyberbullismo e l'uso improprio dei social media. Gli enti pubblici e i soggetti privati con almeno cinque anni di esperienza possono presentare proposte progettuali (finanziabili fino a un massimo di 50.000 euro) inviandole alla Prefettura di Napoli entro il prossimo 19 gennaio.
Un fronte comune tra istituzioni e Terzo settore
Al tavolo hanno partecipato figure chiave come il Procuratore per i minorenni Claudia Imperato, il Garante regionale per l'infanzia, l'Asl Napoli 1 Centro e l'Ufficio scolastico regionale. Massiccia anche la presenza delle associazioni di frontiera, tra cui la Comunità di Sant'Egidio, Maestri di Strada e il Centro La Tenda, che hanno ribadito la necessità di una "prossimità" delle misure di prevenzione per intercettare i ragazzi nei contesti più a rischio.