Come sopra. Marchetti e Marini, quando asino (e sono buono) si scrive con la M. Nicola Berti. “Vedo un Conte nervoso. Sarà che il Napoli non è abituato come l’Inter a giocare ogni tre giorni”. Sull’uomo decisivo, poi, Berti confida nel grande ex: “Mi aspetto il gol decisivo del grande ex Zielinski: il polacco ha cominciato a tirar giù i calzettoni…alla Berti. Per me sarà determinante, proprio come Barella, che resta il calciatore più 'bertiano' di tutti”. "Inter-Napoli gara decisiva per lo scudetto?". Non per il doppio ex della sfida Ottavio Bianchi, che ha parlato ai microfoni de La Repubblica: “Macché partita scudetto. Sono solo 90’ importanti, non già determinanti. Siamo a metà campionato, non ne ricordo uno vinto a gennaio". Cristian Chivu. "Quanto sarà diversa la partita rispetto a quella d'andata?". "All'andata Anguissa c'era e non c'era Hojlund. Il Napoli ha una rosa importante e ha giocatori forti con grande intensità". "Ieri il Napoli con Manna ha parlato di arbitri? Questo toglie serenità ai giocatori e agli arbitri?". "Non so quale sia la verità sui giocatori. La nostra società ha scelto: a noi non interessa cosa fanno gli arbitri, pensiamo solo a noi stessi. Ho parlato spesso di essere più forti delle ingiustizie, ho cercato di trasmettere questo. E sto ancora combattendo, perché la cosa più facile per chiunque nel mondo è cercare alibi. Ci sono valori che cerco di trasmettere: le persone vengono prima di tutto, anche se a volte mettiamo etichette".
Da www.agi.it. "Calcio: 'dimissioni e crisi di pianto', le carte dell'inchiesta che scuote il mondo degli arbitri. Secondo le accuse, il presidente dell’Aia, Antonio Zappi, avrebbe fatto pressioni, in modo aggressivo, su diversi dirigenti arbitrali per indurli a lasciare il loro incarico. Il caso arriva in Parlamento. Il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha cercato di indurre alle dimissioni con modalità aggressive e minacciose diversi dirigenti arbitrali”. Pare che tutto sia nato dal desiderio sfrenato di Zappi di favorire gli ex arbitri Daniele Orsato e Stefano Braschi, due di quelli che - come dimostrano i fatti - hanno lasciato il segno nel calcio italiano. Lo scoop. Qualche ora prima della partenza del Napoli per Milano ho lasciato Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte in un noto albergo napoletano core a core a parlottare. Il secondo (che era stato a lungo in attesa) aveva un'aria stranamente grave e preoccupata. Per la cronaca Beppe Marotta ha salutato con grande cordialità il tecnico partenopeo negli spogliatoi. Come diceva Totò: "È la somma che fa il totale".
IL PIZZONE di Gerardo Casucci: È la somma che fa il totale
Inter-Napoli, la sfida che Conte ha vissuto in maniera particolare...
Gerardo Casucci