Napoli

Vale tutto, e anche il contrario di tutto. E' la triste realtà raggiunta dal mondo arbitrale italiano, o almeno una delle tante.
Pochi dubbi: il rigore su Mkhitaryan c'è, a norma di regolamento. E' step on foot, il contatto c'è, e nella nuova strada intrapresa dal mondo arbitrale lo step on foot è sempre fallo.
Così come qualsivoglia contatto tra arto superiore e pallone, sia esso provocato da un fallo come nel caso di Buongiorno contro il Verona, sia dubbio e in ogni caso ininfluente come con Hojlund sempre col Verona, o con Pulisic contro il Genoa, è fallo.
Poi però nella partita precedente il var, che di fatto è il nuovo arbitro in una gestione altrettanto di fatto commissariale di Lissone rispetto ai giudici di gara, giudica lo step on foot non da fallo, e non era da fallo il pestone a Politano in una gara contro la Roma o contro il Monza, e si citano gli episodi napoletani per prontezza d'archivio, ma ce ne sono davvero tanti.
Insomma una tripla direzione:
 

A) Un regolamento kafkiano in cui praticamente tutto è punibile, ad evidenziare una distanza totale tra l'ipertrofia regolamentare del mondo arbitrale e ciò che è il campo (se io difensore pesto un piede a un attaccante in area di rigore, dopo che questo si è liberato del pallone e non ha più alcun margine d'azione senza palla che danno avrò procurato? Se un pallone finisce su un arto inerte (vedi Baggio contro il Cile) è un danno procurato?)


B)La soggettività. Se da un lato Conte fa male ad arrabbiarsi di fronte al rigore (ne avrebbe avuto ben donde a uscire dai gangheri sul rigore fischiato a Buongiorno, ad esempio) ha perfettamente ragione a dire che ormai si vive di soggettività. De Luca disse “L'essere è. Il non essere non è”, ecco, nel pallone italico e nella classe arbitrale di Rocchi tutto è e tutto non è a seconda dei casi, degli arbitri, dei var, dei giorni. E pure dei soliti commentatori televisivi.

 

C)Il commissariamento Var. Comanda chi è al Var, non chi è in campo col fischietto in mano, è assodato. E dunque anche se prendi le decisioni giuste, vedi l'arbitro di Napoli – Verona, se ti richiama il Var fischi quel che dice lui, non quello che avevi visto, pure se corretto. Ormai si esulta già, sugli spalti, appena l'arbitro decide di andare a vedere: si sa già che accorderà quel che ha visto l'assistente, senza possibilità di smentirlo, anche quando prendono cantonate pazzesche, e ne hanno prese.

Il risultato è che ogni domenica è un disastro. E in quella successiva ce ne sarà uno peggiore. Sono scarsi? Sì, senza dubbio. Ma pure la cornice che gli hanno messo attorno non li aiuta,