Un sistema organizzato di smaltimento illecito di rifiuti tessili è stato colpito da un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura di Napoli Nord. Il provvedimento è stato eseguito nella giornata di oggi nei confronti di più soggetti ritenuti gravemente indiziati di raccolta, stoccaggio, trasporto e sversamento illegale di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da attività industriali del settore tessile. L’inchiesta è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale dei carabinieri di Napoli, con il supporto della stazione di Caivano e di altri reparti specializzati dell’Arma. Le investigazioni hanno ricostruito a ritroso l’intera filiera, partendo dall’ultimo anello dello smaltimento illecito fino a risalire ai produttori dei rifiuti.
Gli opifici tessili coinvolti
Secondo quanto emerso, gli scarti derivavano da sei opifici adibiti alla lavorazione di tessuti, localizzati nei comuni di Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore. I gestori, invece di affidarsi a operatori ambientali autorizzati, si sarebbero rivolti a un soggetto privo di qualsiasi titolo per la gestione dei rifiuti, incaricato della raccolta e del trasporto degli scarti tessili. L’uomo individuato come perno del sistema è un 57enne di Aversa, già arrestato il 17 novembre 2025 dopo essere stato ripreso dai sistemi di videosorveglianza dei carabinieri forestali mentre appiccava il fuoco a sacchi contenenti scarti tessili. La raccolta illegale proseguiva fino a un punto di stoccaggio intermedio, un seminterrato a Grumo Nevano, dove i rifiuti venivano trasbordati su un altro mezzo con l’aiuto di due cittadini di nazionalità romena.
La discarica dei Regi Lagni
Il luogo di abbandono finale era in particolare la strada vicinale dei Regi Lagni, nel territorio di Caivano. Qui, in almeno sette occasioni, sarebbero stati sversati circa duecento sacchi di nylon colmi di rifiuti tessili. Il volume e la ripetitività dei conferimenti hanno trasformato l’area in una vera e propria discarica non autorizzata, con un grave degrado ambientale. Il decreto ha riguardato i due veicoli utilizzati per il trasporto dei rifiuti, il locale seminterrato impiegato per lo stoccaggio e il trasbordo, oltre alle sedi operative dei sei opifici tessili individuati come produttori degli scarti. Contestualmente sono stati avviati accertamenti sul rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. L’operazione rappresenta un nuovo intervento contro il traffico illegale di rifiuti nell’area a nord di Napoli, una zona da tempo sotto osservazione per i fenomeni di sversamento abusivo. Le indagini proseguono per identificare tutti i responsabili e accertare eventuali ulteriori ramificazioni del sistema.