di Paola Iandolo
E' stata rigettata dal Tribunale del Riesame di Napoli l’istanza di annullamento della misura cautelare bis emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza nei confronti di M. R. uno dei presunti organizzatori della maxitruffa sugli Ecobonus da un miliardo e mezzo, che aveva lasciato poco prima di Natale il carcere di San Vittore, dove era detenuto dal 26 novembre scorso, perché coinvolto nel blitz eseguito dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino e del Nucleo Pef di Napoli coordinati dalla Procura di Avellino.
Sulla misura biseseguita ad inizio anno dai militari del Gruppo di Avellino, la difesa di M.R. rappresentata dall'avvocato Palmira Nigro, aveva presentato il ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli. M.R. è considerato uno dei principali elementi al vertice dell’associazione finalizzata alla vendita in tutto il territorio nazionale dei crediti di imposta per circa 90 milioni di euro generati dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa un miliardo e mezzo sugli Ecobonus.
I giudici del Tribunale del Riesame hanno rigettato l’istanza di annullamento della misura per l’altro presunto capo del gruppo che ha ordito la maxitruffa, l’avellinese D.P. Il Riesame ha invece attenuato la misura, mandandolo ai domiciliari, G. S., il titolare delle società che avevano originato i crediti per lavori collegati all’Ecobonus inesistenti.