Ariano Irpino

"A seguito dell’appello che abbiamo lanciato qualche giorno fa si sono susseguite reazioni positive e alcune scomposte da parte di qualche politico interessato solo a rimarcare la paternità del finanziamento, di qualche utile idiota che parla per sentito dire e di molti altri che ci hanno invitato a proseguire chiedendoci delucidazioni al riguardo.
Ebbene è utile ribadire che non siamo noi a dover rispondere, ma piuttosto l’amministrazione comunale di Ariano Irpino che ha approvato la variante al PUC, inserendo la piattaforma logistica senza consultare i partners che avevano sottoscritto, nel 2021, il protocollo d'intesa (Sindaci della zona, Confindustria e Sindacati) con il quale si indicava una localizzazione diversa.
Quindi, tralasciando il falso allarme che gli sciamani di turno mettono in giro, affermando che in questo modo si rischia di perdere il finanziamento è il caso di ribadire che, al contrario, ci si guadagna con i tempi di realizzazione e con i minori costi visto che non occorre la Via/Vas su quest’opera. E poi la stazione Hirpinia dovrebbe andare in funzione nel 2029.
Veniamo alla domanda ricorrente che ci hanno fatto alcuni interlocutori: allora perché la P.L. è stata dislocata in un luogo, a dir poco, infelice con notevole impatto ambientale?
Abbiamo la risposta, ma non abbiamo le prove del grave danno che si vuole arrecare alla popolazione e, quindi, la stessa la giriamo ai nostri interlocutori politici e istituzioni. Ma vi sono alcuni indizi come riaffidamento a RFI della progettazione che già ci aveva fatto perdere il primo finanziamento di 26 milioni. Scrive RFI nelle Alternative Progettuali : “Nell’ambito del progetto della Napoli-Bari, fu valutato un collegamento ferroviario (in galleria) verso l’area industriale ASI a sud della nuova stazione di Hirpinia, allo scopo di potenziare i collegamenti e lo sviluppo infrastrutturale del territorio. Tale soluzione è stata scartata in quanto i fondi previsti non avrebbero coperto l’investimento (26 milioni).
Intanto, a nostro modesto parere, il riposizionamento nel luogo originario porterebbe solo benefici alla comunità:
1) Si rispetta la volontà delle istituzioni che hanno sottoscritto l’accordo risanando un vulnus alla partecipazione democratica delle stesse alla scelta di una decisione condivisa e importante per il territorio.
2) Si risparmiano milioni di euro per la realizzazione di una palificazione assurda e sconsigliata dalle risultanze scientifiche.
3) Si utilizzano questi risparmi per il riammagliamento del territorio con i collegamenti indispensabili della Manna-Camporeale, con la zona ASI-PIP Frigento e Alta Irpinia e con il casello autostradale di Grottaminarda.
4) Infine la Provincia di Avellino sta procedendo alla revisione del PTCP, sarebbe necessario che la localizzazione del PL fosse inserita in tale strumento di programmazione, previa consultazione con il territorio e con gli enti responsabili (RFI). La verifica della corretta e più utile localizzazione della PL è il PTCP.
Di qui le nostre perplessità e i nostri suggerimenti che risalgono è bene ribadirlo all’osservazione puntuale alla variante PUC di Ariano presentata nel 2023, rimasta inevasa con nostro sommo disappunto.
Si tratta, invece, di costruire tutti insieme una strategia territoriale plurale e, ampiamente, condivisa che abbia come prospettiva finale il successo per un intero territorio non tanto quella di sancire qualche interesse particolare teso ad accaparrarsi o a gestire ad ogni costo le cospicue risorse finanziarie a prescindere dal risultato finale e dalle defatiganti discussioni di area vasta ed elaborazioni del MASTERPLAN.
Quindi, piuttosto che l'elaborazione di una variante urbanistica particolare, frettolosa, unilaterale o comunque sia purché ci sia, occorre u  tra i comuni maggiormente coinvolti territorialmente perché orbitanti attorno alla stazione ferroviaria DELL'ALTA VELOCITÀ/CAPACITÀ quali sono quelli di ARIANO IRPINO, FLUMERI, FRIGENTO, GROTTAMINARDA, MELITO IRPINO e STURNO.