Benevento

Attraverso i suoi legali aveva chiesto al Tribunale di Benevento che fosse riconosciuto il danno provocato dall'infezione contratta in ospedale dopo un intervento, il giudice Ida Moretti ne ha accolto le argomentazioni ed ha condannato ad un risarcimento di oltre 70mila euro la provincia religiosa di San Pietro – Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.

E' la sentenza emessa nel giudizio intentato da un paziente della provincia di Avellino, assistito dagli avvocati Augusto Guerriero e Nunzia Pepe, che il 14 luglio 2020 era stato operato al Fatebenefratelli per l'impianto di una protesi all'anca sinistra. A distanza di venti giorni, poiché dalla ferita fuoriuscivano secrezioni siero -purulente, era stato sottoposto ad una visita ambulatoriale ortopedica con un tampone che aveva restituito la presenza nel liquido di un batterio: lo 'Streptococco aureus'.

Un problema che aveva reso necessario un secondo intervento, praticato il 19 agosto, per sostituire la prima protesi, senza attendere, secondo il ricorrente, la guarigione dall'infezione contratta. Di qui la decisione di intentare causa, con una domanda che la Provincia religiosa aveva contestato, evidenziando l'assenza del nesso casuale tra l'intervento e l'infezione, e che le infezioni dell'artroprotesi sono complicanze ben documentate. Complicanze che, a dire dell'ospedale, che aveva precisato di aver adottato tutte le misure di prevenzione del rischio infettivo, erano state accettate dall'uomo con il consenso informato, la cui evoluzione era dovuta al fatto che il paziente non aveva seguito l'iter terapeutico pianificato. Inevitabile una consulenza tecnica d'ufficio medico legale, poi la pronuncia del giudice, che ha stabilito in favore del paziente il risarcimento per il danno biologico e quello non patrimoniale subiti.