Napoli ricorda uno dei suoi magistrati più illustri. Questa mattina, nella storica cornice di Castel Capuano, il Procuratore Generale di Napoli, Aldo Policastro, è intervenuto all’incontro "Una mattinata in memoria di Giustino Gatti", per celebrare un uomo che ha rappresentato un pilastro di equilibrio e rigore per l'intera comunità giudiziaria partenopea. La cerimonia ha ripercorso la carriera e l'impegno civile di un magistrato scomparso improvvisamente, lasciando un vuoto profondo ma un'eredità morale chiarissima.
Nel descrivere il profilo del collega, il Procuratore Policastro ha ricordato con commozione il legame nato durante la comune esperienza presso l’ufficio GIP di Napoli. Gatti era il magistrato che "arrivava presto e andava via tardi", mantenendo sempre una serenità e un'attenzione rare, anche nei momenti di maggiore pressione professionale.
Il suo nome resta legato a processi di enorme impatto sociale, come quello per la tragica morte della giovane Annalisa Durante. In quell'occasione, come Presidente della Corte d’Assise, Gatti dimostrò come il rigore giuridico possa e debba convivere con l'umanità, interpretando il processo non solo come atto tecnico, ma come un dialogo necessario con la coscienza civile di una città ferita.
Oltre la toga: la cultura come presidio di democrazia
Per Giustino Gatti, tuttavia, la giustizia non poteva camminare da sola. Era profondamente convinto che il diritto necessitasse del supporto della cultura e dell'impegno civile per incidere davvero sulla società. Insieme alla moglie Marisa, aveva infatti dato vita alla bibliomediateca Ethos & Nomos, un progetto nato per essere un luogo di partecipazione e un presidio attivo di democrazia.
Secondo Policastro, Gatti ha saputo unire questi due mondi per costruire una società più libera, rifuggendo il protagonismo e i clamori della cronaca per dedicarsi alla sostanza del suo lavoro e alla formazione dei giovani.
Il testamento etico di un uomo mite
La mattinata si è conclusa con un richiamo alla "lezione di vita" lasciata dal magistrato: un monito a difendere la civiltà e a garantire i diritti senza mai cedere alla paura. Onorare la sua memoria, ha sottolineato il Procuratore Generale, non è un semplice esercizio di retorica, ma la promessa concreta di non disperdere i semi di giustizia e dignità che Gatti ha piantato durante la sua intera esistenza.
Napoli perde un protagonista sobrio, ma il suo "Arrivederci Giustino" risuona oggi come un impegno collettivo a proseguire sulla strada di un impegno quotidiano, lontano dai riflettori e vicino ai cittadini.