Avellino

Eugenio Musto, attraverso una nota, fa notare che nonostante la crisi dell'ente, si procede all'assunzione di dirigenti. 
"Alto Calore Servizi S.p.A., gestore pubblico del servizio idrico integrato in Irpinia e nel Sannio, è una società interamente controllata dagli enti locali. La sua missione dovrebbe essere chiara: garantire la gestione pubblica dell’acqua, un bene primario ed essenziale, nell’interesse diretto dei cittadini. I veri proprietari dell’ente, infatti, sono i Comuni e le comunità che rappresentano.

Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste settimane non può e non deve passare sotto silenzio.

Mentre ai cittadini vengono richiesti aumenti delle tariffe dell’acqua, l’Alto Calore Servizi decide di procedere con l’assunzione di due nuovi dirigenti a tempo indeterminato. Una scelta che appare in forte contrasto con la realtà quotidiana di famiglie, imprese e amministrazioni locali, costrette a fare i conti con bollette sempre più care e con un servizio idrico spesso caratterizzato da disservizi, perdite di rete e razionamenti.

Al di là delle giustificazioni formali, delle delibere e dei richiami alla pianta organica, resta un nodo politico e morale evidente: si aumentano le tariffe per far fronte a debiti strutturali e inefficienze accumulate negli anni, ma allo stesso tempo si aggravano i costi dell’ente con nuove posizioni dirigenziali.

Una contraddizione che non può essere ignorata

Ai cittadini si chiede sacrificio, si invoca responsabilità collettiva e si presentano i rincari come inevitabili. Tuttavia, il messaggio che passa è che il rigore valga solo per chi paga la bolletta, mai per chi amministra e prende decisioni strategiche.

Non è in discussione il valore delle professionalità o il diritto al lavoro. Il tema centrale è quello delle priorità nella gestione di un ente pubblico. Un gestore dell’acqua dovrebbe essere il primo a dare un segnale di sobrietà, contenimento dei costi e rispetto verso il territorio, soprattutto in una fase segnata da disagi continui e da una qualità del servizio spesso insufficiente.

Continuare ad aumentare le tariffe senza intervenire sulle scelte gestionali rischia di minare la fiducia dei cittadini e di svuotare di significato il principio stesso di gestione pubblica del servizio idrico.

L’acqua non è un lusso. È un diritto fondamentale

E chi governa un bene così essenziale ha il dovere di dimostrare coerenza, responsabilità e rispetto. In assenza di questi principi, ogni aumento delle tariffe dell’acqua diventa non solo ingiusto, ma anche moralmente inaccettabile".