L'Europa riduce la multa rifilata all'Italia per la crisi dei rifiuti campani. Dai 120 mila euro al giorno, salasso partito dal 2015 dopo una sentenza della Corte di giustizia Ue, si è passati ora a 20 mila euro. È il secondo sconto che Bruxelles concede dopo un primo taglio della cifra giornaliera comunicato nel 2022. In questi dieci anni - grazie alla programmazione prevista dal governatore De Luca con l'assessore Bonavitacola - sono stati spesi per la sanzione oltre 300 milioni di euro. La Campania vede la luce in fondo al tunnel della emergenza rifiuti.
La multa di 120mila euro calcolata nel 2015
La direzione ambiente della commissione europea riconosce così le azioni messe dalla Regione nei 10 anni targati Vincenzo De Luca, quando il dossier era in primo piano sulla scrivania dell'ex assessore all'Ambiente Fulvio Bonavitacola, riconfermato in giunta dal neo presidente Roberto Fico ma con un'altra delega: Attività produttive. La multa di 120 mila euro era stata calcolata dai giudici europei nel 2015 sulla base di tre falle scoperte nel sistema dei rifiuti campano: la capacità di incenerimento, il trattamento della frazione organica e il conferimento nelle discariche. Nel 2022 l'Ue aveva considerato risolto l'aspetto dei rifiuti da "termovalorizzare": ed erano stati abbonati i primi 40 mila euro. Intanto erano in corso i confronti sull'asse Napoli Bruxelles per dimostrare gli altri passi avanti compiuti. E per il calcolo del sedicesimo semestre, dal 17 gennaio 2023 al 16 luglio 2023, la commissione Ue ha deciso il nuovo taglio a dicembre. Come?
L'esame superato dalla Campania
"L'Italia - si legge nelle carte inviate da Bruxelles - ha fornito prove sufficienti per quanto riguarda la parte relativa alla capacità di trattamento per la frazione organica". Significa: meno 40 mila euro. Resta la parte delle discariche su cui pure è stato applicato un taglio di 20 mila euro grazie all'apertura dal 4 giugno 2023 dell'impianto di Giugliano per il trattamento delle ecoballe: l'impianto che recupera materiali riciclabili e produce combustibile solido secondario dalla frazione non riciclabile.
Il residuo di multa è di 20mila euro
L'ultimo residuo di multa di 20 mila euro è relativo per il 2023 allo "0% di capacità di discariche mentre il fabbisogno era pari a 243.835 tonnellate". Fatti i conti il semestre in questione si chiude con 6.380.000 da pagare. Ma sarebbero stati 14,4 milioni se l'Ue non avesse riconosciuto gli obiettivi raggiunti sulla "frazione organica" e in parte sulle "discariche".
Ad aver convinto i funzionari di Bruxelles sono stati il piano dei 12 nuovi impianti di compostaggio per la frazione organica di cui 3 completati: Tufino, Pomigliano e Marigliano. Manca tra gli altri ancora quello di Napoli città. Poi i due impianti per le ecoballe di Giugliano e Caivano. «Sulle discariche - spiegano da Santa Lucia - è stata una scelta consapevole non farle. È l'impostazione seguita anche dall'Ue, bisogna ora farlo capire».
La soddisfazione dell'assessore regionale Pecoraro
Claudia Pecoraro, l'assessore che ha ereditato l'Ambiente, parla di «risultato importante, frutto del lavoro serio e costante svolto dalla regione Campania. Sappiamo che il percorso non è concluso. Le sfide sono ancora molte e tutte aperte. Lavoreremo accanto agli uffici competenti garantendo impegno istituzionale e politico al fine di chiudere definitivamente la procedura d'infrazione».
Intanto il Comune di Acerra chiede l'esecuzione delle sentenze che obbligano la Regione a provvedere alla bonifica di alcuni siti inquinati del territorio che ospita il termovalorizzatore. Non solo. Per la gestione dell'impianto a inizio 2025 si è aggiudicata la gara di nuovo A2a ma la Regione ha in corso un contenzioso con la multi-utility per gli extra profitti realizzati dopo la guerra in Ucraina grazie alla vendita dell'energia elettrica prodotta dal sito di Acerra. Palazzo Santa Lucia ha chiesto ad A2a circa 60 milioni, è in corso un arbitrato.
Anche Martusciello si complimenta con Bonavitacola
Sulla lieta novella della multa Ue si infila Fulvio Martusciello, eurodeputato di Forza Italia: «Va espresso un plauso chiaro a Bonavitacola per l'impegno e la determinazione con cui ha seguito il dossier negli anni». Per Lello Topo, eurodeputato Pd, «grazie all'efficace lavoro dell'ex vicepresidente Bonavitacola vi sono ora le condizioni per completare l'attuazione della sentenza della Corte di giustizia. La chiusura della procedura d'infrazione comporterà un diverso impiego delle risorse pubbliche che potranno essere destinate a investimenti ben più utili».