Benevento

Non è ancora tempo per lasciarsi andare ai cattivi pensieri provenienti da Trapani, incombe la sfida col Casarano e il Benevento deve concentrarsi su un avversario ambizioso che non ha alcuna voglia di arrendersi senza lottare. E' di ieri la dichiarazione del presidente Filograna sul futuro di Mino Chiricò, che secondo il patròn salentino non si muoverà dalla Puglia. Nel frattempo sono arrivati alcuni elementi di qualità come il bomber Grandolfo e il difensore ex Torres, Mercadante, che questa settimana però, nel computo generale, fanno il paio con i tre squalificati dal giudice sportivo, i difensori Barone e Gega e il centrocampista D'Alena

Il Benevento ha solo l'imbarazzo della scelta. Tatticamente parlando sembra scontato che si ritorni al 4-2-3-1, per cui Floro sarà chiamato a scelte sofferte in ogni reparto. Il nodo principale viene dalla difesa, dove si ritrova ora un Caldirola in più. Ieri nella seduta a porte aperte l'ex Monza ha giocato per tutta la partitella al fianco di Scognamillo. E' parso in evidente crescita sul piano del ritmo e dell'ambientamento nella nuova squadra giallorossa, per cui una sua riconferma non è affatto da escludere a priori.

D'altro canto però c'è un Pietro Saio che finora è stato l'autentica rivelazione della squadra giallorossa e che non può lasciare il suo posto così a cuor leggero.

A centrocampo, confermata la leadership di Prisco e Maita, sembra che non possano esserci dubbi sul rientro di Simonetti nella linea dei trequartisti. L'ex Ancona, con la sua duttilità, è capace di dare grande equilibrio alla manovra, incidendo sia sul fronte offensivo che su quello prettamente difensivo.

Davanti sarà difficile scalzare il trio Lamesta-Manconi-Tumminello. E' vero che Mignani ha tirato un sospiro di sollievo ed è completamente a disposizione del tecnico. E' pure vero che Salvemini cresce e fa passi da gigante verso la migliore forma, ma appare ancora decisamente in una condizione fisica da rifinire. Anche ieri in allenamento ha chiuso (dopo due ore di fatica) un po' in affanno. E gli altri tre non denotano cali di tensione, per cui, almeno inizialmente, dovrebbero essere decisamente preferiti al senese e al bomber di Andria.