“Si gioca con le Istituzioni come se fossero il salotto di casa. Il sindaco di Salerno, Enzo Napoli si dimette perché De Luca è rimasto senza poltrona e deve ricandidarsi a qualcosa per non stare disoccupato. Siamo alla gravità estrema e senza precedenti se si considera che Napoli è stato messo solo poco tempo fa a fare anche il Presidente della Provincia. E secondo la legge Delrio ora occorrerà eleggere il nuovo Presidente entro 90 giorni. Cosa dice il PD nazionale di questo scandaloso modo di interpretare le Istituzioni da parte dei propri uomini? Si terminano anticipatamente mandati solo per calcolo politico in disprezzo totale dei cittadini e delle norme. Non c’é nessuna decente motivazione fornita dal sindaco Napoli per questa decisione. Siamo tornati al tempo di Celestino V e Bonifacio VIII.” Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, commissario regionale del Partito in Campania.
Forza Italia: "I cittadini comprendano che bisogna cambiare"
"Le dimissioni del sindaco Napoli rappresentano forse il segnale più chiaro, negli ultimi anni, di una città piegata a logiche che nulla hanno a che fare con l’interesse collettivo. Non si tratta, infatti, di una scelta maturata a valle di una seria valutazione sull’operato amministrativo - valutazione che, se fosse stata onesta, avrebbe dovuto condurre a questo epilogo già da tempo - ma di una decisione funzionale esclusivamente a consentire la ricandidatura dell’ex governatore" . Lo afferma il segretario provinciale di Forza Italia, Roberto Celano.
"Una manovra politica scoperta, consumata nel quasi totale silenzio della società civile, con le note eccezioni, che assiste inerme alla caduta di un’amministrazione e di un Consiglio comunale eletti democraticamente. Una caduta non determinata dal giudizio degli elettori o da dinamiche consiliari, ma imposta da fattori esterni e personali: la necessità di De Luca di occupare anche formalmente una poltrona istituzionale, quando è noto a tutti che lui e la sua famiglia governano la città, direttamente o per interposta persona, da circa trent’anni.
Un simile svuotamento della volontà popolare, piegata a interessi individuali e di potere, appare come un atto ai limiti dell’eversione democratica. A questo punto non ci resta che auspicare che i cittadini comprendano quanto sia necessario cambiare e lavorare per attenuare - se non rimuovere - quei gangli di potere che da troppo tempo impediscono di assumere come unico criterio di governo l’interesse dei cittadini".
Santoro (Lega): "Chiusura indecorosa"
“La reputo una chiusura indecorosa di un’amministrazione inefficiente e che non ha dato risposte ai cittadini, ma ha risposto solo alle logiche di pochi ed in particolare all’ex governatore, oggi ne abbiamo la conferma definitiva. La città di Salerno subisce uno schiaffo, è l’ultimo atto di dieci anni di fallimenti politici per Salerno causati dall’amministrazione Napoli/De Luca che ha governato in maniera eterodiretta”. Lo afferma il consigliere comunale della Lega, Dante Santoro.
Aliberti (FI): "Grave offesa alla democrazia"
Relativamente alle dimissioni del Sindaco di Salerno e la conseguente decadenza da Presidente della Provincia, il capogruppo provinciale Forza Italia, Lega e Noi Moderati Pasquale Aliberti:“Le dimissioni del sindaco di Salerno sono una grave offesa alla democrazia, un attacco diretto alla volontà popolare. Rappresentano un fatto di estrema gravità politica e istituzionale. Non siamo di fronte a una scelta libera e responsabile, ma a dimissioni imposte, annunciate e costruite da mesi, come dimostrano gli articoli pubblicati agli organi di stampa ben prima dell’atto formale. Una decisione a tavolino dopo la fine della presidenza regionale di De Luca. Un disegno politico preciso: liberare spazi istituzionali per consentire il suo ritorno alla guida del Comune di Salerno". Lo afferma il sindaco di Scafati e consigliere provinciale di Forza Italia, Pasquale Aliberti.
"Per cui la nomina del consigliere provinciale Guzzo a vicepresidente nel primo consiglio e in concomitanza con la proclamazione degli eletti appare oggi come il preludio evidente delle dimissioni, una strategia già scritta. È doveroso ribadirlo con forza: un sindaco può dimettersi per impossibilità oggettiva a governare, non certo per imposizione politica. Per questi motivi è opportuno l’intervento immediato del Ministero dell’Interno, del Prefetto e della Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce su una vicenda che rischia di diventare un precedente pericoloso per la democrazia locale e nazionale. Le istituzioni non sono proprietà di nessuno”.