Avellino

di Paola Iandolo 

Domenico Airoma lascia Avellino, ma prima ha voluto un incontro con le Associazioni Cattoliche, a Palazzo Vescovile per dire ancora una volta ai giovani di questa città che loro "sono il nostro futuro, ma sono anche il nostro presente soprattutto di questa e a loro dico di andare controcorrente, di non conformarsi alla mentalità di questo mondo che spesso illude e colgo l'occasione per ringraziare il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello perchè è stato anche per me un punto di riferimento. Pensare di svolgere un ruolo così importante come rendere giustizia trascurando l'aspetto interiore e sprirituale significa mutilarsi e non è giusto".

Nel suo saluto avvenuto alla presenza anche del provveditore agli Studi di Avellino, Fiorella Pagliuca non ha dimenticato Rosario Livatino, il giudice che ha pagato con la vita il suo impegno per la giustizia. Airoma lo ha citato più volte, e non a caso. Non è solo un nome di storia "è un simbolo. Un uomo che ha fatto della coerenza e della credibilità una bandiera. Perché alla fine la giustizia si misura su quello che fai, non su quello che prometti. Livatino era credibile. La sua morte, l’ha detto lui stesso, ci insegna che la giustizia va vissuta fino in fondo, con la stessa intensità che abbiamo quando crediamo in qualcosa che davvero conta".

“L'insegnamento di Livatino sta soprattutto in questo: nel valore della credibilità. Non basta essere coerenti, la coerenza è di per sé un valore, ci mancherebbe, cioè la capacità di coniugare ideali e valori con comportamenti concreti. Però, a volte, la coerenza è qualcosa di soggettivo. Io penso di essere coerente, ma lo sono davvero? Ecco che la credibilità diventa la misura oggettiva della coerenza, cioè la capacità di trasmettere comportamenti che siano percepiti come coerenti. Noi dobbiamo diventare testimoni di quello in cui crediamo. Livatino questo è stato: un testimone autentico, vero, credibile”.Airoma ancora una volta ha detto che questa comunità ha grande storia in termini di cultura, idealità, di passione civile e bisogna riscoprirla per che capire che ci cono delle radici che non si devono dimenticare e si riscoprono le radici non tarderanno ad arrivare anche i frutti". Airoma è stato omaggiato dagli studenti di Avellino di un astuccio e di una penna, accompagnati da una promessa. "porteremo avanti i suoi insegnamenti, saremo le sentinelle della giustizia come ci ha sempre detto nei diversi incontri".

Il Vescovo Arturo Aiello, alla fine, ha fatto una riflessione semplice:“È compito delle istituzioni aiutare e favorire il cammino della comunità civile in ogni aspetto: umano, culturale, sociale e anche, ovviamente, quello politico, attraverso le elezioni. E quindi non possiamo che andare in questa direzione. Noi auguriamo al dottor Airoma di continuare la sua missione altrove. Dovunque si passi, si lascia un po' di sé. E quindi noi continueremo ad avvertire, nella storia della nostra comunità civile e religiosa, anche il profumo del suo passaggio”.