Il tratto è ironico, la questione è seria. La solleva l'avvocato Salvatore Verrillo, che interviene ancora sul progetto di "Gestione temporanea del sito in località Casella del Comune di Castelvenere atto a ricevere terre e rocce da scavo comprensivo della realizazione di opere propedeutiche per la sistemazione del sito".
“Da sempre critico verso l’Intelligenza Artificiale – scrive il legale -, consapevole dei limiti della natura umana, sono alla fine caduto in tentazione.cHo posto a Copilot (programma A.I.) la seguente domanda :<< dissesti e alluvioni causate da tombamenti di canali e torrenti:>> nella speranza di essere smentito. La macchina ha risposto : "Un tema enorme e spesso sottovalutato: i dissesti e le alluvioni causati dal tombamento di canali e torrenti.
Quando un corso d’acqua viene tombato – cioè chiuso dentro tubazioni o coperture artificiali – si altera profondamente il suo comportamento naturale. È una pratica molto diffusa in Italia dagli anni ’50 agli anni ’80, soprattutto nelle aree urbane, e oggi stiamo pagando il conto.
?? Perché i tombamenti aumentano il rischio di dissesto e alluvioni
?? 1. Riduzione della capacità idraulica
• Un torrente naturale ha sezioni variabili, alveo ampio, possibilità di espandersi.
• Un canale tombato ha una sezione fissa e limitata.
• In caso di piogge intense, l’acqua supera rapidamente la capacità del tubo → rigurgiti, allagamenti, esondazioni improvvise.
?? 2. Ostruzioni e manutenzione difficile
• I tombamenti si intasano facilmente con detriti, rami, rifiuti.
• Essendo sotterranei, la manutenzione è complessa e spesso trascurata.
• Basta un punto ostruito per creare un “tappo” che fa saltare tutto il sistema.
?? 3. Perdita delle aree di espansione naturale
• I corsi d’acqua hanno bisogno di “sfogare” durante le piene.
• Tombarli significa togliere spazio all’acqua → la pressione aumenta e il rischio di rottura cresce.
??? 4. Urbanizzazione incontrollata
• Molti tombamenti sono stati fatti per costruire sopra: strade, parcheggi, edifici.
• Quando il sistema cede, i danni sono enormi perché avvengono in zone densamente abitate.
?? 5. Cambiamenti climatici
• Le piogge sono più intense e concentrate.
• I sistemi tombati, progettati decenni fa, non reggono più i nuovi regimi di precipitazione.
?? Esempi tipici di problemi
• Allagamenti improvvisi in quartieri urbani durante temporali brevi ma intensi.
• Cedimenti stradali dovuti alla pressione dell’acqua nei canali sotterranei.
• Esondazioni “a sorpresa” perché il corso d’acqua non è più visibile e la popolazione non percepisce il rischio.
• Dissesti dei versanti quando i tombamenti intercettano o deviano le acque superficiali.
?? Cosa si può fare
Le soluzioni più efficaci oggi vanno nella direzione opposta rispetto al passato:
• Riapertura dei corsi d’acqua (daylighting) dove possibile.
• Vasche di laminazione per rallentare le piene.
• Rinaturalizzazione degli alvei.
• Manutenzione costante dei tratti tombati che non possono essere rimossi.
• Pianificazione urbanistica basata sul rischio idraulico, non sulla convenienza edilizia.
Se vuoi, posso aiutarti a:
• approfondire casi specifici in Italia,
• spiegare gli aspetti tecnici (idraulica, geologia, normativa),
• preparare un testo, una relazione o una presentazione su questo tema.
Dimmi tu in che direzione vuoi andare.:>>.
Nella risposta non ho trovato nulla di nuovo, se non la conferma dei miei dubbi e delle mie perplessità in merito all’intervento che il comune intende realizzare nel vallone di Rascolagatti.
Interessante e abbastanza ovvia la risposta, evocativa invece la conclusione : DIMMI TU IN CHE DIREZIONE VUOI ANDARE.
Mi ha colpito perché è proprio la domanda che voglio rivolgere ai nostri amministratori: IN CHE DIREZIONE VOLETE ANDARE?
Immaginate che una modifica tanto rilevante dell’assetto idrogeologico del nostro paese sia la direzione giusta?
Non ripeterò quello che l’AI ha già riassunto in maniera chiara ed esaustiva, ma vi pongo alcune domande a cui spero vogliate dare adeguata risposta.
1)-E’ stato redatto un preliminare studio idrogeologico di fattibilità e sostenibilità dell’intervento?
Non vi sfuggirà che, complice il cambiamento climatico e l’urbanizzazione del paese, da qualche decennio vaste aree comunali sono teatro di allagamenti di varia consistenza.
Un esempio su tutti è costituito dall’areale di via Scavi, chiesa S.Maria della Seggiola, campo sportivo/bocciodromo fino all’intersezione con la SS87, ove confluiscono tutte le acque che ruscellano dalla via Sannitica, dal vallone iemale Marraioli, dalle Tore e via Fontana delle Selve.
E’ un caso emblematico perché in massima parte causato dal tombamento del vallone nel tratto retrostante il bocciodromo.
Un approccio pragmatico e razionale avrebbe consigliato di partire proprio da uno studio approfondito di quest’area e della regimentazione delle acque dell’intero territorio comunale.
Come si può immaginare di risolvere un problema a monte partendo da valle?
Avrei auspicato un intervento risolutivo approfittando dei fondi messi a disposizione dal PNRR, notoriamente finalizzati alla realizzazione di opere infrastrutturali e di messa in sicurezza del territorio finalizzati proprio all’eliminazione o attenuazione del rischio idrogeologico.
Ero sicuro che, sulla base degli atti in possesso del Comune e della storia dei disastrosi eventi pregressi, l’amministrazione avrebbe intercettato agevolmente fondi per la messa in sicurezza dell’area e dell’intero territorio.
2)-Sono stati acquisiti tutti i pareri e le autorizzazioni amministrative?
La zona oggetto dell’intervento, oltre a costituire una naturale valvola di sfogo per le acque, è una zona boschiva di interesse paesaggistico e naturalistico.
Avrebbe meritato maggiore tutela piuttosto che diventare, di fatto, una discarica di rocce materiali di scavo.
Se l’amministrazione è cieca e sorda verso le problematiche ambientali, non riesco a credere che lo siano anche le agenzie e gli enti deputati al controllo e al rilascio delle autorizzazioni.
La zona è sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico per cui ogni modifica del territorio necessita di specifica autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art.146 e ss d.lgs 42/2004, V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) art.5 e ss d.lgs 152/2006, autorizzazione idraulica del genio civile autorizzazione forestale regionale ai sensi della L.R.11/1996 e del regolamento 3/2017 per il taglio degli alberi.
E’ già stato eseguito il taglio degli alberi ed eseguite opere di realizzazione di strade di accesso, ma non risulta apposto alcun cartello di cantiere da cui rilevare la descrizione ed il titolo dell’intervento, la committenza, il progettista e il direttore dei lavori ai sensi del 380/2001.
3)-Prima di procedere, non ritenete opportuno di informare dettagliatamente e coinvolgere la cittadinanza?
La modifica del territorio, riempimento di un consistente tratto di parco e di un altrettanto consistente tombamento del torrente, è talmente rilevante che un potenziale errore di valutazione costituirebbe un viaggio senza ritorno.
Se emergeranno i problemi ipotizzati, non sarà più possibile tornare facilmente indietro.
Il danno sarà per tutti.
Sono pronto ad accogliere repliche e smentite di natura tecnica anche perché, nonostante formale richiesta a mezzo pec del 09.01.2026, a tutt’oggi non sono stato ancora autorizzato dal Comune alla visione e copia degli atti progettuali ed amministrativi".