Una catena umana per la libertà. Questa mattina, Piazza dei Martiri si è trasformata in un cuore pulsante di solidarietà internazionale. Decine di persone hanno dato vita a una catena umana di sorellanza con il popolo iraniano, rispondendo all'appello lanciato dalle realtà radicali e civiche della città per sostenere la lotta contro l'oppressione del regime di Teheran.
Un'unità politica senza precedenti
L'elemento più significativo della giornata è stata la straordinaria convergenza politica. In un'epoca di forti polarizzazioni, il dramma dei diritti umani in Iran ha saputo abbattere ogni steccato ideologico. All'iniziativa hanno aderito formalmente tutti i maggiori partiti rappresentati in Parlamento: da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle alla Lega, passando per Forza Italia, Azione, +Europa e i Verdi. Una risposta corale che ha visto fianco a fianco sindacati (UIL), realtà religiose (Caritas, Comunità Ebraica), l'ANPI e il Terzo Settore, tutti uniti sotto un unico coro: "Donna, Vita, Libertà".
Il simbolismo di Piazza dei Martiri
La scelta del luogo non è stata casuale. Piazza dei Martiri, dedicata ai caduti della Rivoluzione del 1799, rappresenta storicamente l'anima resistente di Napoli. Gli organizzatori hanno voluto tracciare un filo rosso tra le Quattro Giornate di Napoli del 1943 e la rivoluzione coraggiosa che oggi vede le donne iraniane in prima linea. "Proprio come a Napoli nel 1799 e nel 1943 furono le donne il motore della liberazione, oggi sono le donne iraniane a guidare una rivoluzione per la dignità", hanno dichiarato i promotori.
Bandiere e identità
Per garantire il protagonismo della comunità iraniana residente in città (rappresentata dalle associazioni Azadi e Italia-Iran), la piazza è stata liberata dai simboli di partito. Due sole bandiere hanno sventolato tra le mani dei manifestanti: quella iraniana e quella universale della Pace. Un segnale di rispetto e di unità assoluta per dare forza alle voci di chi, a Teheran, rischia la vita per i diritti fondamentali. L'evento, promosso da Antinoo Arcigay Napoli e dall'associazione Radicali "Ernesto Rossi", ha confermato la vocazione di Napoli come capitale dei diritti e della resistenza civile, capace di trasformare un presidio locale in un messaggio dal valore universale.