di Paola Iandolo
Rotondi – Accusata di un accoltellamento: assolta Concetta Esposito, 31 anni di Cervinara. Decadute in appello le accuse di tentato omicidio, lesioni dolose gravi, minacce e detenzione di arma. La sentenza di secondo hgrado, emessa oggi, annulla la condanna di primo grado che l'aveva vista coinvolta in un'aggressione avvenuta a Rotondi, nel giugno 2024. Esposito, accusata insieme a Giuseppe Luciano, 37 anni di Bonea, di aver accoltellato due persone, torna così in libertà, dopo che il Tribunale di Avellino le aveva applicato, nel dicembre 2024, la misura dell'obbligo di dimora.
La ricostruzione
La vicenda risale alla notte tra il 2 e il 3 giugno 2024, quando Concetta Esposito e Giuseppe Luciano si recarono nell’abitazione di alcune persone a Rotondi. Secondo l’accusa, un diverbio di natura economica avrebbe scatenato l’aggressione: i due imputati avrebbero colpito Mario Esposito, parente di Concetta, all'addome, e Francesco Leonetti al petto. Le lesioni riportate da Leonetti erano particolarmente gravi, tanto da mettere in pericolo la sua vita. I medici, infatti, avevano spiegato che se il colpo fosse stato un centimetro più in profondità, avrebbe potuto causarne la morte.Dopo l'aggressione, i due accusati si allontanarono dalla scena del crimine, ma successivamente si costituirono ai Carabinieri di Cervinara. Concetta Esposito consegnò il coltello insanguinato, ammettendo di aver colpito le due vittime, ma sostenendo che Giuseppe Luciano fosse estraneo alla vicenda. La sua versione dei fatti prevedeva anche il coinvolgimento di Luciano in altre circostanze, come il tentativo di impedire alle vittime di fuggire, ma la sua difesa ha contestato la ricostruzione dell’accusa, sostenendo che non ci fossero prove sufficienti a confermare il suo coinvolgimento in un tentato omicidio.
La sentenza di primo grado
In primo grado, il Tribunale di Avellino aveva condannato Concetta Esposito a 5 anni e 6 mesi di reclusione, mentre Giuseppe Luciano era stato condannato a 8 anni e 6 mesi. Tuttavia, l'avvocato di Esposito, Vittorio Fucci, aveva sempre sostenuto che le accuse fossero infondate e che la prova dell’effettiva responsabilità della sua assistita non fosse stata adeguatamente supportata dai fatti. La Corte d'Appello di Napoli ha dato ragione alla difesa, ritenendo che le prove a carico di Concetta Esposito non fossero sufficienti a giustificare la sua condanna. Di conseguenza, la sentenza di primo grado è stata ribaltata e la donna è stata completamente assolta, con la revoca dell'obbligo di dimora. Giuseppe Luciano, difeso da Teresa Meccariello, invece, ha visto confermata la condanna per il suo ruolo nell’aggressione.