Il Rione Sanità ripiomba nel terrore. Quella che gli inquirenti definiscono la "guerra dei bambini" torna a bagnare di sangue le strade del centro storico di Napoli, evocando gli spettri delle faide che hanno segnato gli ultimi anni. Al centro delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), c’è la sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica in vico Lammatari, dove due giovani sono rimasti feriti sotto una pioggia di proiettili.
La dinamica: pioggia di fuoco tra la folla
Secondo le prime ricostruzioni della Squadra Mobile, i sicari sarebbero entrati in azione a bordo di uno scooter in corsa. La Polizia Scientifica ha repertato sul posto i segni di almeno dieci colpi d'arma da fuoco, alcuni dei quali hanno centrato anche le auto in sosta, a testimonianza della ferocia dell'attacco.
L'obiettivo dei killer era chiaramente il diciannovenne Pasquale Pillo. Il giovane è stato raggiunto da un proiettile al torace che gli ha perforato un polmone. Trasportato d'urgenza all'ospedale "Vecchio Pellegrini", è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico; le sue condizioni restano critiche. Meno gravi le ferite di Antonio Martusciello, 20 anni, colpito di striscio a un braccio.
L'ombra della guerra tra bande rivali
Il movente non è ancora stato delineato con certezza, ma la pista del "regolamento di conti" tra bande rivali è quella prevalente. Gli inquirenti temono l’apertura di un nuovo fronte di scontro, simile a quello che portò ai tragici omicidi del quindicenne Emanuele Tufano (ottobre 2024) e del ventenne Emanuele Durante. Le forze dell'ordine stanno setacciando i video dei sistemi di sorveglianza della zona per identificare il commando.
Risposta dello Stato: Comitato in chiesa
La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha lanciato un segnale forte convocando il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica oggi alle ore 16:00 direttamente nel cuore del quartiere, all'interno della Basilica di Santa Maria della Sanità.
L'obiettivo è duplice: rafforzare i controlli e creare un presidio costante del territorio per disinnescare possibili ritorsioni.Contemporaneamente si deve sostenere il sociale: supportare le realtà associative che lavorano con i giovani, in un territorio dove il confine tra fragilità sociale e criminalità resta sottilissimo. Nonostante l'impegno costante del terzo settore, la polveriera della Sanità è tornata a esplodere, confermando che l'emergenza giovanile a Napoli resta una priorità assoluta.