Napoli

 

La pioggia di proiettili in vico Lammatari ha riacceso bruscamente i riflettori sulla "guerra dei bambini" a Napoli. Dopo il ferimento di due giovanissimi nella notte tra sabato e domenica, lo Stato ha scelto di rispondere dal cuore pulsante del rione: la Basilica di Santa Maria della Sanità. Qui, oggi 19 gennaio, il Prefetto Michele di Bari e il Sindaco Gaetano Manfredi hanno riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza per lanciare un segnale chiaro: il quartiere non sarà abbandonato a una deriva di violenza che sembra nutrirsi di futili motivi e fragilità sociale.

Il piano sicurezza: più divise e occhi elettronici

L'agguato, che ha visto il diciannovenne Pasquale Pillo lottare tra la vita e la morte per un polmone perforato, ha spinto le istituzioni a un'accelerazione immediata. Il giovane è stato trafesrito dall'Ospedale Pellegrini all'Ospedale del Mare dove è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia toracica. E' ancora in rianimazione. Il piano d'azione prevede un'intensificazione dei servizi di pattugliamento, con un aumento del personale in strada e presidi fissi di Polizia e Carabinieri.

Un punto cruciale della strategia riguarda la videosorveglianza. Grazie ai fondi stanziati dal Ministero dell’Interno, che si sommano a quelli comunali e regionali, la rete di telecamere diventerà capillare. "Misure necessarie per fornire una risposta alla città", ha spiegato il prefetto Di Bari, sottolineando che, nonostante i reati predatori come le rapine siano in calo del 50%, episodi così cruenti minano profondamente la percezione di sicurezza dei cittadini.

Oltre la repressione: la sfida educativa

Il sindaco Manfredi ha puntato il dito sulla necessità di presidiare il territorio specialmente nelle ore notturne, quando le strade si svuotano e diventano terra di nessuno. Tuttavia, la sola repressione non basta. Se la pubblica sicurezza resta una competenza delle forze dell'ordine, il Comune punta tutto sull'inclusione sociale. L'obiettivo è monitorare più da vicino i minori, sottraendoli alla strada prima che la cronaca debba occuparsi di loro."Questo è un quartiere simbolo dove decine di giovani lavorano e creano cultura", ha ricordato il Prefetto, evidenziando come la Sanità sia un laboratorio di riscatto che non può essere oscurato dall'ombra dei clan.

Una polveriera da disinnescare

Le indagini della DDA e della Squadra Mobile procedono intanto a ritmo serrato. Si scava tra i fotogrammi delle telecamere per dare un volto al commando in scooter che ha esploso almeno dieci colpi, colpendo anche auto in sosta. Il timore è che questo episodio sia l'incipit di una nuova faida, simile a quelle che negli ultimi mesi sono costate la vita a giovanissimi come Emanuele Tufano ed Emanuele Durante.

La sfida per Napoli resta complessa: blindare i vicoli per fermare i sicari, ma allo stesso tempo tenere aperte le porte delle associazioni e delle parrocchie per evitare che il confine tra disagio e criminalità diventi, per l'ennesima volta, una linea tracciata col sangue.