Salerno

Una nuova data da inserire nel libro che racconta il rapporto “odi et amo” tra Danilo Iervolino e la tifoseria della Salernitana. Dalle pagine rosa, dai proclami nel nome del “sinallagma d’amore”, a quelle nere, nerissime. Come l’inchiostro utilizzato dalla Curva Sud Siberiano per lanciare messaggi fortissimi all’imprenditore di Palma Campania nei punti nevralgici della città. Lo striscione esposto nella settimana di Salernitana-Cosenza un primo alert, poi i cori piovuti forte all’ingresso in campo delle due squadre proprio nel match con i silani. Il pari dell’Arechi e la vittoria striminzita con l’Atalanta Under 23, con il solo Molina come volto nuovo arrivato dal mercato, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Salerno e Danilo Iervolino ritornano su distanze siderali. Dalla fiducia di inizio anno, dal desiderio di rifarsi dell’ingiustizia incassata appena sei mesi fa dopo il caso Brescia, i playout con il Frosinone annullati e poi ricalibrati con la “fortunata” Sampdoria, alla delusione fortissima per quelle che il mondo del tifo etichetta come “promesse non mantenute”.

Le tappe della rottura

Tra l’ironia per il rimando “Alla fiera dell’est”, ai toni tutt’altro che morbidi in alcuni degli striscioni esposti in città. Il 19 gennaio 2026 s’inserisce dunque tra i capitoli più amari dell’esperienza Iervolino a Salerno. Un linguaggio colorito, forte, così come alcuni dei messaggi che furono esposti l’11 dicembre 2023, dopo la sconfitta interna con il Bologna, seguita da un’aspra contestazione. La prima vera crepa, una frattura insanabile. Un gesto che Iervolino ricordò anche nella conferenza stampa di presentazione di Giovanni Martusciello nel luglio 2024. Erano state le settimane della trattativa estenuante con gli americani della Brera Holdings, del dietrofront di Sottil, del desiderio di Petrachi di rilanciare il progetto Salernitana, dell’annuncio del famoso piano triennale per riprendersi la serie A.  Poche ore dopo, i tifosi scesero in piazza con un lungo corteo che terminò nei pressi della sede del club di via Allende. “Hai illuso la città”, il canto dei tifosi, ricordando le promesse piovute dal palco di Piazza della Concordia per festeggiare la seconda salvezza consecutiva, allora con Paulo Sousa in panchina. Solo l’inizio del campionato diede spazio ad una tregua forzata. E non bastò per salvare la cadetteria. Ora la nuova presa di posizione. Salerno e Iervolino ormai si guardano da lontano, camminando sui cocci di quel “sinallagma d’amore” che è già un capitolo archiviato.