Benevento

«Invece di scattare foto venite a spalare nel fango»: qualcuno si è spazientito nel vedere la sbornia di foto, post, informazioni comparse sui social network dalle prime ore del mattino di giovedì, quando l'alluvione si è presa Benevento. Foto scioccanti, richieste d'aiuto, selfie di solidarietà un po' troppo ostentati probabilmente, ma tant'è. L'alluvione è stata social: e non è da considerare necessariamente un male della modernità. Google trends mostra l'impennata per due argomenti: in Italia il dieci per cento dei clic dal 15 al 17 Ottobre hanno riguardato post, articoli, video e foto riguardanti “Benevento” o “Alluvione”. Ma non è esclusivamente una cosa negativa. Certo, giustissimi sono i messaggi di chi ha biasimato esibizionismi da tastiera e da fotocamera che in tempi social sono sempre dietro l'angolo. Rimbrotti arrivati dalla politica Nazzareno Orlando, consigliere d'opposizione ad esempio, scriveva «Consentitemi di ripetere un concetto :e' necessario concentrarsi sul da fare!!! Basta con i selfie di solidarietà sparati su Facebook. La solidarietà vera è silenziosa non OSTENTATA . Altra cosa è la cronaca e le foto lanciate dai mezzi di comunicazione che danno l'esatta immagine di quanti meravigliosi volontari ci sono in città ! Ognuno faccia quello che può ....». Ma anche da cittadini che hanno perso tutto o quasi: «E' inutile che mandate messaggi, coi messaggi e con i cuoricini su facebook non facciamo niente, venite a spalare, lasciate il cellulare o il pc e venite ad aiutarci».

Crisvel

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