di Paola Iandolo
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno - la Terza sezione - ha rigettato l’ istanza di sospensione dell’efficacia, dell’informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino nei confronti di un'azienda operativa a Pratola Serra. Il titolare A.M. - già a processo per l'inchiesta sui presunti accessi abusivi agli uffici della procura - è considerato vicino ad un esponente di spicco della criminalità locale e vicino ad un esponente del Nuovo Clan Partenio. Queste le contestazioni mosse all'imprenditore raggiunto dall'interdittiva antimafia e dal rigetto della sospensiva.
Nell’ordinanza di rigetto si legge che “nella pluralità di vicende di reato, aventi indubbia rilevanza indiziante (a prescindere dagli esiti dei correlativi giudizi penali), denotanti un modus operandi improntato ad illegalità e abusivismo (avuto precipuo riguardo al contestato reato di turbata libertà degli incanti in concorso), le quali hanno investito la posizione del legale rappresentante della società ricorrente, vengono contestati i rapporti di frequentazione conviviale (comprovati da riproduzioni fotografiche) e di cointeressenza da quest’ultimo intrattenuti con un diretto collaboratore di un esponente apicale di un noto clan camorristico locale, e con un pluripregiudicato ed elemento di spicco della criminalità organizzata locale e con l'esponente politico, fratello dell'ex sindaco del comune irpino. Comune sciolto il 26 ottobre 2020 per rilevata permeabilità ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata.
L'impreditore di Pratola Serra - finito a processo nell'inchiesta sull'accesso abusivo al sistema informatico della Procura di Avellino - è accusato di corruzione in concorso per vicende legate alla promessa di appalti dietro versamento di somme necessarie a coprire le spese della campagna elettorale di A.A. alle Regionali 2020, oltre che a un’ipotesi di turbativa d’asta. L'imprenditore in questione avrebbe pagato un fine settimane al politico locale.