Avellino

di Paola Iandolo 

"Il magistrato non può essere un soggetto politico". Questo in sintesi il contenuto della replica del direttivo della Camera Penale Irpina a quello che hanno definito "un inconsueto saluto alla città fatto il 16 gennaio dal Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Avellino Domenico Airoma, destinato ad altro incarico e a cui hanno partecipato numerose Autorità istituzionali e al quale tutti gli organi di stampa hanno riservato assoluto rilievo". 

Nel documento, firmato da tutti i componenti del direttivo della Camera Penale Irpina, viene evidenziato un passaggio di alcune dichiarazioni rilasciate dal magistrato alla stampa. In particolare, quando ha dichiarato di augurarsi "un cambio di rotta" e che la Pubblica Amministrazione non sia fatta in futuro da persone che "non hanno bisogno di passare le buste sottobanco quando c'è un concorso".  

Nel documento si fa riferimento anche ad un passaggio del discorso tenuto in quella sede dal commissario straordinario del comune di Avellino, la dottoressa Giuliana Perrotta, nel salutare il procuratore della Repubblica, ha pubblicamente dichiarato che se "oggi questo comune può guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia, una parte di questo percorso passa anche dal lavoro silenzioso e determinato della Procura della Repubblica" e che "da domani mi sentirò più sola. Contare sulla tua presenza era rassicurante".

"Orbene, l'esortazione a "cambiare rotta" rivolta direttamente alla cittadinanza oramai prossima ad esprimersi per l'elezione del nuovo sindaco della città, pare in franco e insanabile contrasto con i principi della Giurisdizione - e di coloro che vi concorrono - che, giammai e in alcun contesto, può farsi interprete delle istanze sociali, anche le più nobili, nè indirizzarle, pena l'inevitabile confusione delle prerogative dei poteri dello Stato e l'abdicazione della funzione di garanzia della Magistratura (che per vero, già nell'attuale contesto della campagna referendaria, non si è sottratta, con preoccupante frequenza, all'abbraccio della politica, altresì evidentemente abdicando alla sua terzietà).

Peraltro, le dichiarazioni di innegabile indirizzo politico di un magistrato sottendono pulsioni dirigistiche che sono proprie di altri attori istituzionali, che devono rimanere estranee all'atteggiarsi pubblico della Magistratura, chiamata a null'altro che all'applicazione della legge". 

"Del resto - si legge ancora nel documento del direttivo della Camera Penale Irpina - anche a voler accreditare ispirazioni non politiche all'appello in argomento, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, è inevitabilmente destinato alla certa strumentalizzazione da parte delle forze politiche che si confronteranno nell'ormai imminente tenzone elettorale.

Vieppiù: il richiamo, fatto nelle medesima occasione, alla necessità di adoperarsi affinché la Pubblica Amministrazione sia fatta da persone perbene che non passino buste sottobanco in occasione di un concorso  costituisce, al di là della certa condivisione del principio di legalità che esso richiama evidentemente sottende, un manifesto riferimento ad un'indagine giudiziaria condotta dall'Ufficio della Procura della Repubblica di Avellino, i cui esiti vengono alla cittadinanza rappresentati come certi, sicché la si esorta a cambiare rotta: in tal modo generando da una parte - chiara eterogenesi dei fini - un effetto opposto a quello che si dichiara voler perseguire, ovvero una generata disillusione in luogo della auspicata reazione, e, dall'altra, la convinzione che, al fine di evitare il passaggio sottobanco di buste a concorrenti da favorire, sia necessario "cambiar rotta" in vista delle imminenti elezioni elettorali, laddove il passaggio delle buste è ancora un'ipotesi dell'accusa, non ancora vagliata dal tribunale; in ogni caso annettendo all'attività investigatova compiuta efficienza politica".

"E infine, non può non destare sincero stupore apprendere che il Commissario Straordinario ha attribuito alla Procura della Repubblica il merito per il "quale il comune di Avellino può guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia", il tutto condito da un sentimento di solitudine per il trasferimento ad altro incarico del procuratore della Repubblica la cui presenza in città costituiva fonte di rassicurazione.

La Camera Penale Irpina esprime all'indirizzo del dottore Domenico Airoma l'auspicio di buon lavoro nella nuova sede di sua destinazione e chiede che il Consiglio Superiore della Magistratura ponga celermente a concorso il posto di Procuratore della Repubblica di Avellino, nella certezza che in tale Ufficio venga sempre preservato il principio dell'impersonalità, che è irrunciabile corollario dell'imparzialità della Giurisdizione".

Il direttivo della Camera Penale Irpina