Un elicottero che vola senza pilota. Si chiama Proteus ed è il primo “dronecottero” a grandezza naturale mai presentato dalla Royal Navy. Non un dimostratore in scala né un mezzo sperimentale da laboratorio, ma un elicottero vero e proprio, progettato per decollare, operare e rientrare senza equipaggio a bordo. La sua particolarità sta nella capacità di svolgere missioni complesse in totale autonomia, riducendo l’esposizione umana in scenari ad alto rischio.
Il ruolo dell’industria italiana
Dietro Proteus c’è Leonardo, gruppo aerospaziale e della difesa con un forte radicamento in Italia. Il velivolo è stato sviluppato nell’ambito di un programma congiunto che coinvolge la Marina britannica e il Ministero della Difesa britannico, per un investimento complessivo di circa 80 milioni di dollari. Un progetto che conferma il peso dell’industria italiana nei grandi programmi militari internazionali.
Caccia ai sottomarini e missioni ad alto rischio
Proteus nasce per rispondere a esigenze operative precise. La sua missione principale è la sorveglianza marittima e la tracciatura dei sottomarini, un ambito tornato centrale nello scenario geopolitico attuale. Può essere impiegato anche in operazioni di ricognizione, pattugliamento e supporto alle flotte, entrando in aree dove il rischio per un equipaggio umano sarebbe troppo elevato.
Sensori intelligenti e decisioni autonome
Il cuore tecnologico del dronecottero è costituito da sensori e software di nuova generazione. Proteus è in grado di interpretare l’ambiente circostante, analizzare dati in tempo reale e prendere decisioni operative coordinate con il team di controllo a terra o a bordo delle unità navali. Non si tratta di un semplice telecomando volante, ma di una piattaforma capace di cooperare con altri assetti, umani e non, all’interno di un sistema integrato.
Un segnale per la guerra navale del futuro
La presentazione di Proteus segna un passaggio simbolico per le marine militari occidentali. L’autonomia non è più confinata a droni leggeri o a mezzi sperimentali, ma entra nel dominio dei velivoli a dimensioni reali. Per la Royal Navy è un investimento strategico, per Leonardo una vetrina tecnologica globale. E per l’industria europea della difesa, un’indicazione chiara della direzione futura.