Benevento

Oltre sette anni e mezzo fa cinque arresti, nell'ottobre 2019 i rinvii a giudizio: trentasei, un numero più che dimezzato dopo le prescrizioni, fissato, infine, in quello di quattordici. Sono gli imputati nel processo – alcune udienze sono state celebrate, durante il Covd, nell'aula bunker di Poggioreale- nato da una inchiesta della Digos sulla gestione di alcuni centri migranti nel Sannio, sul consorzio Maleventum, costituito da più cooperative, ognuna delle quali gestiva una struttura di accoglienza.

Si è concluso oggi con la sentenza del Tribunale (presidente Fallarino, a latere Telaro e Nuzzo), che ha deciso due condanne, una serie di assoluzioni e prescrizioni. In particolare, condannati a 3 anni, per frode nelle pubbliche forniture e rivelazione di segreti d'ufficio, ritenuta la recidiva, Paolo Di Donato (avvocati Pietro Farina e Vittorio Fucci) , 56 anni, di Sant'Agata dei Goti,creatore e gestore di fatto di Maleventum, e a 4 anni, per corruzione (i lavori che avrebbe fatto nella sua abitazione Collarile, gestore di un centro) Felice Panzone (avvocato Alessio Lazazzera), 67 anni, di Montecalvo Irpino, fino al gennaio 2017 funzionario aggregato alla Prefettura di Benevento.

Di Donato è stato invece assolto, per non aver commesso il fatto, dall'accusa di truffa aggravata, e, perchè il fatto non sussiste, dagli altri addebiti di associazione per delinquere, tre corruzioni prospettate in relazione al prestito di un'auto a Di Maio, alla concessione di un appartamento a Ruta, e perchè sarebbe stato avvertito di un controllo da Panzone, al quale avrebbe promesso la sistemazione lavorativa dei suoi amici nei centri.

Dal canto suo, Panzone è stato assolto, perchè il fatto non sussiste, da tutte le altre accuse: induzione indebita e tre corruzioni che la Procura aveva ravvisato nella presunta promessa di una collaborazione tra una psicologa ed un centro, in altri lavori in casa e nel preavviso dei controlli. Per Di Donato e Panzone, querst'ultimo interdetto dain pubblcii uffici per 5 anni, disposto il risarcimento dei danni al ministero dell'Interno, parte civile con l'avvocato Stefano De Rosa.

Assolti perchè il fatto non sussiste Salvatore Ruta (avvocato Fucci), 67 anni, di Airola (rivelazione segreti di uffico, truffa assicurativa e bracconaggio), Cosimo Matarazzo (avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo), 65 anni, di Vitulano, titolare di una cooperativa, Domenico Coppolaro (avvocato Raffaele Scarinzi), 70 anni, di Campoli Monte del Taburno, Lucio Di Maio (avvocato Luongo d'uffico), 63 anni, di Napoli,ex funzionario della questura di Benevento addetto all'ufficio immigrazione, che rispondevano di corruzione.

Infine, dichiarata l'intervenuta prescrizione delle accuse nei confronti di Giuseppe Pavone (avvocato Luca Guerra), 61 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura (due truffe allo Stato riguardanti le assenze dal luogo di lavoro per malattia o per permessi legati alle legge 104 che avrebbe utilizzato per le consegne per conto dell'impresa della coniuge), Salvatore Sorriento (avvocato Clara Niola), 48 anni, di Gricignano; Paola Cantone (avvocato Niola), 53 anni, di Lusciano; Carmine Della Gatta (avvocati Giovanni Cantelli e Niola), 52 anni, di Gricignano, responsabili legali delle cooperative riunite in un'Ati alla quale era affidata la gestione di una struttura a Durazzano; Rolando Di Bernardo (avvocati Carmine Monaco e Mariateresa Del Ciampo), 61 anni, di Benevento, Nunzia Romano (avvocato Monica Del Grosso), 54 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Angelo Collarile (avvocato Del Grosso), 54 anni, di Benevento, rispettivamente socio, gestore di fatto e amministratore di una società che si occupava di un centro a Calvi, Giuseppe Caligiure (avvocato Farina), 78 anni, di Sant'Agata dei Goti, responsabile di un centro. Collarile, Romano, Di Bernardo, Sorriento, Della Gatta e Cantone erano imputati di turbativa di gara, Caligiure di truffa.

Le richieste del Pm

Il pm Patrizia Filomena Rosa aveva chiesto 5 anni e 6 mesi per Di Donato, 4 anni e 8 mesi per Panzone, 4 anni per Ruta (avvocato Fucci), 66 anni, di Airola, carabiniere, per il quale era stata proposta l'assoluzione da due addebiti di truffa assicurativa e bracconaggio; 4 anni anche per Matarazzo, Coppolaro e Di Maio; 3 anni per Pavone, 2 anni e 2 mesi per Sorriento, Cantone e Della Gatta, 2 anni per  Di Bernardo, Romano e Collarile, 2 anni per Caligiure.

L'inchiesta aveva suscitato particolare clamore il 21 giugno 2018 quando erano state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmate dal gip Gelsomina Palmieri. Provvedimenti che il Riesame, dopo aver 'cassato' alcune contestazioni, aveva attenuato o sostituito con misure interdittive, e che la Cassazione aveva poi annullato con rinvio, in un paio di casi, dinanzi ad una diversa sezione dello stesso Riesame. Che, a sua volta, aveva annullato l'ordinanza iniziale a carico di Di Donato.