Accordo quadro regione Campania sui complessi idrici regionali: “Uniamoci per l’Acqua” chiede trasparenza immediata su perimetro Irpinia/Sannio, contratti attuativi e responsabilità operative (inclusa clorazione e Sala Operativa)
Il comitato “Uniamoci per l’Acqua” informa che, a seguito di verifiche documentali, risultano adottati atti regionali relativi alla procedura 3928/AQ/2024, finalizzata alla conclusione di un accordo quadro avente ad oggetto il presidio, la conduzione e lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, con servizi tecnici di supporto, sulle opere acquedottistiche dei complessi idrici regionali dell’“Acquedotto Campano”, con ambiti distrettuali che includono anche Irpino-Sannita.
In particolare, dagli atti emerge che la procedura è stata indetta con Decreto Dirigenziale n. 866 del 10/10/2024 e aggiudicata con Decreto Dirigenziale n. 1155 del 19/12/2024 al RTI composto da Costrame di Di Maso – Idroambiente – RDR. Trattandosi di attività che non si esauriscono in interventi episodici, ma attengono a funzioni operative continuative (presidio e conduzione), il Comitato ritiene necessario che l’opinione pubblica e le amministrazioni locali possano disporre di un quadro chiaro, completo e verificabile, soprattutto per quanto riguarda l’impatto su Irpinia e Sannio, territori sorgente e al tempo stesso fortemente colpiti da criticità idriche.
Aggiornamento: cosa prevede la documentazione tecnica (non “riparazioni spot”)
Un ulteriore estratto della documentazione tecnica di gara specifica che una parte rilevante delle attività è prevista a canone (quindi continuativa), includendo esplicitamente:
• Gestione della Sala Operativa;
• Servizi di presidio delle centrali;
• Manutenzione ordinaria di impianti elettrici ed elettromeccanici;
• Servizi di disinfezione e disinfezione di clorazione (ambito sensibile per qualità e sicurezza).
La stessa documentazione prevede inoltre attività a misura, attivabili con Ordini di Servizio del DL/DEC, tra cui manutenzione ordinaria delle reti idriche, manutenzioni “a chiamata” sugli impianti elettromeccanici, ricerca perdite, supporto tecnico anche in materia di contenziosi e pratiche catastali. Per gli interventi di manutenzione straordinaria e per i lavori di adeguamento/potenziamento è prevista l’attivazione tramite Contratti Attuativi.
Un passaggio politicamente e tecnicamente rilevante è che tra le zone di esercizio indicate compare espressamente “ALTO CALORE IRPINO”. In altri termini: la documentazione non descrive un impianto “lontano” o astratto, ma include esplicitamente un perimetro che richiama il nostro territorio.
Infine, la scala complessiva dichiarata è di dimensioni imponenti (ordine di grandezza): circa 1.250 km di condotte, circa 120 serbatoi, 25 stazioni di sollevamento, con una popolazione servita indicata pari a circa 2.500.000 abitanti.
Il punto centrale
Il Comitato non intende aprire una polemica preventiva, ma evitare opacità e sovrapposizioni tra soggetti coinvolti nella filiera idrica regionale, con conseguente rischio di scaricabarile in caso di disservizi o criticità qualitative. In un contesto già segnato da fragilità gestionali e da una crisi idrica che colpisce cittadini e comuni, è indispensabile che siano pubbliche e tracciabili: competenze, catena di comando, protocolli operativi e atti attuativi.
Le richieste del Comitato
Il Comitato “Uniamoci per l’Acqua” chiede formalmente a Regione Campania, Ente Idrico Campano (EIC) e Alto Calore Servizi S.p.A. di rendere disponibili, in forma accessibile, le seguenti informazioni e documenti:
1. Perimetro Irpinia/Sannio: elenco preciso di impianti, tratte, centrali e serbatoi ricadenti nell’ambito Irpino-Sannita inclusi nell’Accordo Quadro e/o interessati da attività operative; chiarimento specifico su cosa ricade nella zona indicata come “ALTO CALORE IRPINO”.
2. Contratti attuativi / ordini di servizio: elenco completo degli atti già emessi, con data, importo, oggetto, durata e localizzazione (con evidenza specifica per Irpinia/Sannio).
3. Atti di consegna e coordinamento: eventuali verbali di consegna/avvio servizio e protocolli che disciplinano il coordinamento tra i soggetti istituzionali e l’affidatario sul territorio.
4. Responsabilità operative: schema ufficiale delle responsabilità su manovre, pronto intervento, gestione emergenze e comunicazioni verso Comuni e cittadini.
5. Qualità, disinfezione e clorazione: procedure e responsabilità relative alle attività più sensibili (impostazione, registrazione, controlli e validazioni), con indicazione di chi risponde in caso di contestazioni o anomalie, e come si raccordano tali attività con i controlli degli enti competenti.
Appello alla rappresentanza politica
Il Comitato rivolge inoltre un appello ai rappresentanti politici che si richiamano ai principi dell’acqua pubblica – a partire da Roberto Fico – e a tutti gli esponenti irpini che siedono o hanno seduto in Regione Campania, affinché promuovano un’iniziativa istituzionale semplice e trasparente: richiesta di informativa, audizione pubblica e pubblicazione degli atti essenziali (Accordo Quadro sottoscritto, atti attuativi, protocolli operativi, schema responsabilità).
“L’acqua pubblica non vive di enunciazioni - dichiara il Comitato - ma di atti leggibili, responsabilità nominabili e controlli verificabili. Se nel perimetro di gara compaiono ‘Sala Operativa’, ‘presidio’, ‘clorazione’ e la zona ‘Alto calore irpino, la trasparenza non è un favore: è un dovere.”
Il comitato continuerà a monitorare la vicenda e, in mancanza di riscontri, procederà con ulteriori richieste formali di accesso agli atti e con iniziative pubbliche di informazione.