di Paola Iandolo
C’e’ anche Bernardo Cava, cinquantennne elemento di primo piano dell’omonimo clan operativo a Quindici, tra gli otto indagati ritenuti responsabili dell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano lo scorso 17 dicembre. Le otto persone sono state raggiunte da un decreto di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli. Un delitto che secondo gli inquirenti sarebbe maturato nell’ambito di uno scontro tra clan per il controllo dei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano.
I mandanti del raid costato la vita a Colalongo, finito con un colpi di pistola al viso quando era già a terra, sono già detenuti e l’inchiesta dei militari e della Procura di Napoli ha fatto luce anche sulle dinamiche criminali dell’area Nord della provincia di Napoli, evidenziando un sistema di alleanze tra organizzazioni operanti anche ad Afragola, Acerra e in parte della provincia di Avellino.
L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito dello scontro tra gruppi malavitosi dei Luongo, Aloia e Covone e i rivali della famiglia criminale dei Filippini. Colalongo era in sella al proprio scooter Honda Sh quando è stato avvicinato dai killer in moto che gli hanno sparato diversi colpi d’arma da fuoco prima di finirlo con un ultimo colpo di pistola al viso e fuggire. I soggetti raggiunti dal decreto di fermo insieme a Bernando Cava sono Daniele Augusto, Luca e Matteo Covone, Christian Della Valle, Ciro Guardasole, Eduardo Polverino, Giovanni Tarantino.