Grottaminarda torna al centro della polemica politica. Dura presa di posizione di Gennaro Blasi, presidente dell’associazione "La destra grottese". Sotto accusa l’amministrazione comunale e gli enti sovracomunali per aver abbandonato il paese, a detta di Blasi e in particolare, le attività commerciali del centro.
"Abbiamo attività sul corso, ma non abbiamo più parcheggi. Avete eliminato stalli fondamentali e oggi i cittadini non riescono più a usufruire dei nostri servizi. I dischi orari non vengono controllati e nessuno fa rispettare le regole".
Una situazione che, secondo il presidente dell’associazione, sta mettendo in ginocchio i commercianti e allontanando i clienti. Nel mirino finiscono anche la gestione politica e i rapporti tra comune e provincia.
"Tra amministrazione e Provincia è la stessa minestra. Speriamo che il Governo ripristini presto le vere
province, così da tornare a votare. Credo che questo sarà l’ultimo giro per le province di secondo livello”.
Blasi non risparmia accuse pesanti: "Dove c’è il PD, purtroppo, c’è marciume clientelare e familiarismo. Il 2027 arriva presto. Maggioranza e opposizione sono assenti su tutto. Questa è la verità".
Il presidente parla apertamente di un sistema chiuso e autoreferenziale: "Ai tavoli regionali siedono
cittadini locali senza competenze. Tutti tacciono, chissà perché. Pochi siamo davvero liberi di parlare".
E lancia una provocazione in vista delle prossime elezioni: "Nel 2027 fatevi una lista unica e, al posto
di Rinascita, chiamatela La vergogna grottese".
Infine l’appello alle istituzioni: "Quando si prendono decisioni che riguardano tutti, si devono convocare commercianti e professionisti del territorio per cercare soluzioni condivise. Ricordatevi che siete lì perché qualcuno vi ha votato, non perché avete ereditato le poltrone. Dovete avere più rispetto per chi lavora e si sacrifica ogni giorno". Una denuncia che accende nuovamente il dibattito politico locale e che promette di far discutere a lungo.